Roma, ultimo saluto a Giuseppe D’Avanzo firma storica de La Repubblica

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(Meridiananotizie) Roma, 1 Agosto 2011, Numerose le personalità e la gente comune che ha accompagnato il funerale di Giuseppe D’Avanzo, grande giornalista d’inchiesta de La Repubblica, scomparso per un attacco di cuore mentre andava in bicicletta a Calcata insieme ad Attilio Bolzoni e Fausto Giani, presso l’Aranciera di San Sisto a Caracalla. La processione per esprimere cordoglio ai familiari, alla figlia Giulia, al fratello, ai nipoti, è lunghissima. Tutta Repubblica è presente, dai vertici ai caporedattori di tutte le redazioni. Sfilano, tra gli altri, Carlo De Benedetti, Corrado Augias, Attilio Bolzoni, Fausto Gianì, Angelo Aquaro, Concita De Gregorio, Carlo Bonini. Presenti inoltre, Ferruccio de Bortoli, Luigi Contu, Paolo Garimberti, Carlo Freccero, Mario Calabresi, Stefano Folli, Gianni de Gennaro. Tra le autorità Cirino Pomicino, l’ex prefetto Achille Serra, Walter Veltroni, il procuratore anti-mafia Pietro Grasso guardato a vista dalla scorta. Ancora Paolo Sorrentino, Nanni Moretti, Fabrizio Gifuni, Bruno Arpajo, Silvio Orlando, Sandro Veronesi, Anna Mattirolo direttrice del Maxxi. Il servizio di Mariacristina Massaro

Si sono svolti nella grande serra dell’Aranciera di San Sisto i funerali di Giuseppe d’Avanzo, tra i colleghi, gli amici di una vita, i familiari travolti dal dolore. Scrittore e firma storica di “La Repubblica”, si è spento a soli 58 anni, colto da un improvviso malore mentre andava in bicicletta nel viterbese. Nato a Napoli nel 1953, laureato in filosofia, dopo aver lavorato al Corriere della Sera, nel 2000 è approdato a La Repubblica, diventandone una delle firme di spicco. Ha curato con il giornalista Carlo Bonini, i principali scoop investigativi nei quali la cronaca nera si è incrociata con la politica, soprattutto estera e militare. D’Avanzo ha fatto della denuncia dei mali nazionali, compresa la deviazione e la corruzione delle istituzioni e del potere, il motivo della propria professione, concepita coraggiosamente come ricerca della verità e declinata con lo scrupolo tipico delle personalità curiose e vivaci. Le sue inchieste hanno fatto la storia del quotidiano. Dal Nigergate alla vicenda Abu Omar, dal caso delle escort legate a Giampaolo Tarantini fino alle 10 domande poste al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dalle pagine di Repubblica, per chiedere conto dei suoi rapporti con Noemi Letizia, al caso Ruby. Con il cronista Attilio Bolzoni, esperto di mafia, ha pubblicato “Il Capo dei Capi. Vita e carriera criminale di Totò Riina” ,da cui è stata tratta un’omonima miniserie tv trasmessa da Canale 5.

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