Isola Giglio, guardia costiera: alcuni scatti del relitto della Costa Concordia

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(Meridiananotizie) Roma, 16 gennaio 2012 – Carnival, il titolo del gruppo statunitense di cui fa parte Costa Crociere, affonda sulla piazza londinese dopo il naufragio della nave Costa Concordia vicino all’isola del Giglio. Il titolo cede il 17,84% a 1.847. In una nota il gruppo americano ha stimato i costi dell’incidente. «Per l’anno fiscale che termina il 30 novembre l’impatto e il 2012 entrate per il mancato utilizzo dovrebbe essere di circa 85 – 95 milioni di dollari o 0,11 dollari, 0,12 dollari per azione. Inoltre, la società prevede altri costi per l’azienda che non è possibile determinare in questo momento». «L’azienda fornirà assistenza legale al comandante, ma abbiamo il dovere di riconoscere i fatti e tutelare tutti i dipendenti dell’azienda. Non possiamo negare un errore umano in questo tragico incidente». Lo ha detto il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, Pierluigi Foschi. «Anche le procedure non hanno rispettato totalmente le rigide disposizioni e l’addestramento che abbiamo dato», ha aggiunto. «Si è trattata di una iniziativa del comandante Schettino presa di sua volontà e contraria alle nostre regole di comportamento scritte e certificate» ha poi aggiunto. Costa Concordia era stata ispezionata da Rina e Capitaneria di porto nel novembre 2011, il certificato di sicurezza della nave era stato rinnovato nel periodo 11-13 novembre. Dai controlli non era emersa nessuna osservazione sulla sicurezza della nave. Lo ha ricordato sempre il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere Pierluigi Foschi questa mattina nel corso della conferenza stampa. Costa Concordia era uscita dalla rotta prestabilita senza che la compagnia fosse a conoscenza della modifica. Lo ha precisato il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, Pierluigi Foschi, questa mattina nel corso della conferenza stampa sulla vicenda del naufragio. «Tutte le navi di Costa Crociere -ha detto Foschi- sono dotate di allarmi, la rotta si imposta su un computer e il computer la mantiene grazie a dispositivi satellitari. Se la nave per qualunque ragione esce dalla rotta, vi sono allarmi visivi e uditivi. La rotta di Costa Concordia era stata impostata correttamente alla partenza da Civitavecchia. Il fatto che la nave sia uscita da questa rotta è dovuto soltanto a una manovra non autorizzata e di cui la compagnia non era a conoscenza». La collezione d’arte della Costa Concordia, naufragata venerdì sera davanti all’Isola del Giglio, comprende circa 6mila opere, tra opere d’arte contemporanea e pezzi di antiquariato da collezione (510 originali e 5.700 multipli) ispirate al tema della nave: l’Europa, la pace e il dialogo fra le genti. Le opere, ospitate nelle suites e negli spazi comuni della nave, sono di 35 artisti, docenti e giovani allievi delle principali Accademie d’Arte di Europa. Tra le altre si ricordano le tre tele «Oltremare» di Omar Galliani, il pannello «Incontrarsi» di Javier Garcerà, il ciclo dei nove grandi pannelli «Viaggio nelle città europee» dell’eclettico Aldo Spoldi, la tavola «Incontro e dissoluzione» di Jordi Garcìa Pons, l’opera «La Città della Concordia» di Fernando De Filippi e le sculture di Nicola Salvatore. Il servizio di Maria Maddalena D’Urso

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