Roma 2020, occasione d’oro per pil e occupazione. Commissione Fortis: vantaggi a costo zero

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(Meridiananotizie) Roma, 12 gennaio 2012 – Un investimento per il Paese, che avrà effetti benefici sulla crescita e sull’occupazione, praticamente a costo zero. Non lascia dubbi la relazione della Commissione di compatibilità economica presieduta da Marco Fortis sulla valutazione della candidatura alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Roma 2020. Lo studio, di quasi cento pagine, è stato sottoposto oggi al presidente del Consiglio, Mario Monti, ai presidenti di Camera e Senato, e infine presentato in una conferenza stampa in Campidoglio, a Roma. I dati economici sono chiari: le Olimpiadi a Roma determinerebbero una crescita cumulata del Pil nazionale pari a 17,7 miliardi di euro nell’arco temporale 2012-2025, che equivale ad un aumento dell’1,4% del Prodotto interno lordo nazionale rispetto al 2011. La crescita del Pil – secondo lo studio – coinvolgerebbe tutte le regioni d’Italia, ovviamente con maggiore concentrazione al Centro, dove l’aumento cumulato sfiorerebbe il 4%, ma con benefici sensibili anche al Nord (0,5%) e al Sud (1%). Sul fronte del lavoro, la media annua di nuovi occupati sarebbe di 12mila unità, con un picco di 29 mila nell’anno 2020, per un totale di 170mila unità/anno di lavoro. La crescita in termini di unità di lavoro medie nel periodo 2015-2025 sarebbe pari allo 0,7% a livello nazionale, con un picco del 2,2% al Centro. La relazione della Commissione Fortis sottolinea soprattutto che tali vantaggi in termini di crescita di Pil e di livelli occupazionali risulterebbero praticamente a costo zero per il Paese. L’intero volume di spesa per le Olimpiadi a Roma sarebbe di 8,2 miliardi di euro, a fronte di un introito di 3,5 miliardi tra proventi del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) per diritti sponsor e tv, biglietti, sponsor locali e lotterie e ricavi da valorizzazione immobiliare. I restanti 4,7 miliardi, che dovrebbero essere garantiti dallo Stato come spesa pubblica, genererebbero tuttavia un maggiore gettito erariale per il Paese pari a 4,6 miliardi di euro. In pratica, l’operazione diverrebbe un volano per l’intera economia nazionale ad un costo finale di 100 milioni di euro. Nei particolari, i costi per l’organizzazione ammonterebbero a 2,5 miliardi, quelli per la realizzazione e l’adeguamento degli impianti sportivi a 1,4 miliardi, la stessa cifra necessaria per costruire il villaggio olimpico da 18.000 posti e il Centro Stampa da 5.000. La candidatura di Roma massimizza l’utilizzo di strutture esistenti e di impianti temporanei. Sono da completare l’impianto polifunzionale Calatrava a Tor Vergata (500 milioni) e vanno realizzate ‘in totò due nuove opere: un bacino remiero da 95 milioni e un velodromo da 55 milioni. Altri 2,8 miliardi saranno da destinare alle infrastrutture urbane e di mobilità, un investimento per la capitale e l’intero Paese; ma sono già previsti dal piano strategico di Roma Capitale e necessari anche per il Giubileo del 2025. A questa cifra vanno aggiunti anche i lavori di adeguamento dell’aeroporto di Fiumicino (1,6 mld), interamente a carico dei privati. Nella relazione, si rileva che lo stesso presidente del Cio, Jacques Rogge, ha espresso ai componenti della commissione la convinzione che, con la crisi economica e i suoi strascichi negativi, i Giochi del futuro possano anche essere caratterizzati da un approccio di spesa moderato, in sintonia con i tempi attuali. Per questo è stata giudicata «potenzialmente interessante» una candidatura di Roma che possa valorizzare un parco importante di strutture già esistenti da integrare non nuovi investimenti. Austerità, rigore nel controllo dei costi e trasparenza nella gestione sono condizione necessaria per garantire le cifre emerse dallo studio. Nella relazione si sottolinea infatti che qualunque variazione avrebbe ricadute differenti sui risultati economici e finanziari della simulazione.

Il servizio di Rosa Corsi

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