Regione Lazio, olio novello poco ma fragrante. Riaccende economia dei territori

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(Meridiananotizie) Roma, 5 dicembre 2011 – L’olio novello del Lazio ha fatto oggi il suo ingresso in società all’enoteca regionale Palatium, presentato dalla cooperativa agricola ‘Marcellina’ che raccoglie un centinaio di soci tra cui l’Arsial. L’olivicoltura regionale si estende su circa 89mila ettari e conta circa 350 strutture di molitura, il 7% dei frantoi italiani, e quattro Dop riconosciute dall’Unione Europea: Sabina, Canino, Tuscia, e Colline Pontine. La produzione in olio di oliva totale della regione supera le 200 mila quintali l’anno, e oscilla tra il 5% e il 6% del totale nazionale. La raccolta quest’anno è scesa, secondo dati Ismea, del 34%, ma l’andamento stagionale, ha assicurato più fragranza aromatica, e alta qualità. Domani – ha annunciato l’Assessore Regionale all’Agricoltura Angela Birindelli – andrà in Commissione Bilancio la legge sulla tracciabilità, che darà risposte serie alle imprese e ai consumatori del Made in Lazio. Per riuscire a vendere nella distribuzione moderna e accedere ai fondi comunitari stanno nascendo nel Lazio le prime Organizzazioni dei produttori, dove si stanno aggregando le prime cooperative per far sì che ci sia una identità unica, capacità di movimentazione di grosse masse, e contrattazione diretta con la Gdo. Per Gargano l’OP è l’unico strumento per andare sui mercati e per avere accesso alle risorse Ue. Bisogna concentrare il prodotto per venderlo». Il servizio di Maraicristina Massaro

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