Roma, firmavano rapine di rolex con impronte: incastrati dai rilievi della polizia scientifica VIDEO

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rolex totale(Meridiananotizie) Roma, 8 febbraio 2012 – Rapinatori di rolex, scrupolosi nella scelta delle vittime ma poco attenti a non lasciare tracce. A incastrarli gli agenti del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica e del Commissariato Trevi Campo Marzio che sono riusciti a metter fine ad una serie di rapine commesse dai due in danno di facoltosi  frequentatori di locali mondani della Capitale. La tecnica utilizzata prevedeva di studiare la clientela all’interno dei locali per individuare la vittima, seguirla e poi agire al momento opportuno, ma l’ultima volta hanno fatto un errore e lo hanno pagato con la prigione. Le indagini sono cominciate lo scorso 27 gennaio, dopo la rapina in danno di una coppia ad opera di due persone a bordo di una piccola utilitaria. L’uomo, un 44enne, ha denunciato i fatti, precisando che uno dei due rapinatori si era avvicinato per poi “strappargli” il costoso orologio del valore di circa 10.000 euro, oltre a denaro contante, le chiavi del fuoristrada e la borsa della donna.

Ad orientare gli investigatori verso il primo dei due complici, gli agenti della Polizia Scientifica che nella circostanza, infatti, sono riusciti a rilevare un impronta lasciata inavvertitamente da uno dei rapinatori sullo sportello. Individuata l’identità di O.M., 34 anni, romano con precedenti per droga, gli agenti hanno monitorato i suoi spostamenti. Pedinato mentre a bordo di un’utilitaria, dalla sua abitazione di Castelnuovo di Porto si è diretto verso un noto bar dell’Eur, gli agenti lo hanno visto l’altro giorno incontrarsi con un altro giovane, poi identificato per  T.M., 30 anni, romano, anche lui  conosciuto per i suoi trascorsi. I due, a bordo dell’auto di O.M., si sono mossi alla volta del quartiere Prati, dove, una volta giunti, sono entrati in un noto bar di via Monte Zebio e, confondendosi tra i clienti   hanno  “passato in rassegna” gli avventori prima di scegliere la loro vittima. Non sapendo di essere seguiti dagli agenti del Commissariato Trevi, diretto dal dr. Lorenzo Suraci, i due hanno atteso in macchina qualche minuto e poi hanno seguito un cliente uscito dal locale a bordo di una vettura di grossa cilindrata. Il colpo è così scattato secondo i piani. Fuori programma per i due complici invece, la presenza degli agenti con i quali  è nato un inseguimento che si è concluso nei pressi del casello autostradale di Castelnuovo di Porto. Una volta fermati, i poliziotti hanno chiuso il cerchio investigativo trovando all’interno dell’auto un cappellino di lana uguale a quello descritto da una delle vittime in sede di denuncia. Le successive perquisizioni presso le abitazioni dei due hanno consentito di rinvenire tre orologi marca “Rolex”,  una pistola a tamburo caricata a salve senza tappo rosso, usata per minacciare le vittime, e varie chiavi di auto e motorini, tra le quali quella della Range Rover sulla quale erano state trovate le impronte. Terminate le indagini per i due è scattato il fermo di indiziati di delitto per rapina.

Il servizio di Domenico Lista

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