Regione Lazio, Abbruzese e forum giovani in visita alla mostra dei ghetti nazisti VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 29 febbraio 2012 – ll presidente del Consiglio regionale e del Forum dei Giovani del Lazio, Mario Abbruzzese ed il consigliere regionale delegato, Giancarlo Miele, hanno guidato una rappresentanza del Forum in visita alla mostra “I ghetti nazisti” presso il Complesso del Vittoriano, a Roma. All’evento hanno iniziativa del Forum, affinché i giovani della nostra Regione possano farsi portavoce di una nuova coscienza umanitaria, allo scopo di rifuggire dalla guerra, da ogni forma di odio razziale preso parte anche il presidente della Comunità Ebraica, Riccardo Pacifici ed il direttore della Fondazione Museo della Shoah, nonché curatore dell’esposizione, Marcello Pezzetti.    abbruzzese - mostra - ghetti - nazisti

“Credo che serbare memoria della Shoah, evento storico vergognoso pianificato e calcolato con inumana freddezza, sia diventato un vero e proprio dovere civico di ogni cittadino italiano”, ha dichiarato Abbruzzese.”Un dovere civico – ha continuato – che va onorato non solo ricordando, ma anche e soprattutto tentando di comprendere quanto accadde, approfondendo come e quanto le derive populistiche e totalitaristiche abbiano potuto provocare degenerazioni nel sistema di rappresentanza su cui si fonda lo Stato.

E’ proprio per questo motivo che ho voluto sostenere questa meritoria e da ogni fanatismo, sia esso religioso o politico. Per Riccardo Pacifici: “Il rischio più grande che corriamo oggi è l’indifferenza all’odio e alle moderne discriminazioni violente. La mostra resterà aperta fina al 4 marzo (ingresso gratuito). Il curatore Marcello Pezzetti, guidando la delegazione in visita, ha sottolineato i pezzi più particolari esposti al Vittoriano. A partire dalla bolla papale del 1555 “Cum nimis absurdum”, uscita per la prima volta dalla Biblioteca Casanatese, esempio di un antisemitismo religioso ed ideologico, esistente ben prima del nazismo e con presupposti diversi. “Il resto della mostra è invece segnato dall’antisemitismo di matrice biologica, tipico del Reich, che in pochi anni ha fatto passare nell’immaginario collettivo l’idea dell’ebreo come una sorta malattia da estirpare. I ghetti, da questo punto di vista, sono stati l’anticamera dei campi di concentramento”.

Il servizio di Leonardo Cerquiglini

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