Roma, al teatro Ghione dal 14 al 26 febbraio la compagnia dei giovani propone Romeo e Giulietta VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 10 febbraio 2012 – (fonte www.teatroghione.it) “A volte capita di recarci ad appuntamenti che non abbiamo preso, fare incontri che non avevamo in programma, dire cose che non pensavamo di esprimere … insomma capita – a noi mortali – di vedere  le nostre vite segnate, dipinte da avvenimenti  di cui siamo solo parzialmente, marginalmente, responsabili; scene che l’esistenza ci costringe  a portare a termine  in una direzione  che non corrisponde  ai nostri disegni, al “quadro”  che dentro di noi avevamo già dipinto

Il Destino, forse, guida davvero le nostre vele, come lo stesso protagonista è in grado di constatare proprio all’inizio di “Romeo e Giulietta”, una tragedia fatta di continue premonizioni e sogni: Romeo ha fatto un sogno  e non vuole recarsi alla festa dei Capuleti  per paura di qualcosa che potrebbe avvenire. Giulietta allontana Romeo  dopo la notte d’amore quando il giovane pronuncia la parola morte , come se Ella avesse percepito in quella parola in un’improvvisa e terribile agnizione,   l’immagine della tragedia imminente.

Poi ancora Romeo a sognare se stesso morto prima dell’arrivo di Baldassarre che comunicandogli la morte di Giulietta lo costringerà ad abitare fino in fondo la tragedia. La perfidia di un percorso già scritto, affiancata all’ingenuità e alla purezza dei due protagonisti, colti  nell’immatura speranza dei loro sentimenti, gettati, senza possibilità di crescere, nella fatalità del tragico. In un paradosso, incapaci di vivere  a fondo ciò per cui essi stessi  vivono. L’intera vicenda dei giovani amanti  è un progressivo precipitare nella catastrofe, di errore in errore, di decisione in decisione.

Si tratta  di eventi simbolici, emblematici, descritti con un linguaggio che qui si avvale della traduzione aspra e chiarificatrice  del grande Salvatore Quasimodo che alterna colorita e pulsante quotidianità ad alta sublime  poesia.

locandina-romeo-e-giuliettaQuesto dunque è forse o anche o soprattutto, “ Romeo e Giulietta “:  la tragedia inevitabile di due idealisti che parlano una lingua diversa dal mondo, una lingua che vola in alto, troppo in alto;  la tragedia di un mondo troppo adulto  che si chiude in se stesso inghiottendo le speranze  di due amanti troppo giovani, l’epifania di un amore  che è infinito nel momento in cui si consegna , con forza, nelle mani della Storia ed è pronto a cavalcare  le epoche , quelle che sono state e quelle che ancora dovranno essere. Ieri oggi e per sempre, disperatamente,  con Romeo sotto quel balcone , a sperare che il mondo, almeno per stasera, riesca a far  vincere la passione”.

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