Roma, presentato studio spesa delle famiglie per i servizi pubblici locali nel 2011 VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 9 marzo 2012 – Spesa delle famiglie per i servizi pubblici locali. Nove grandi città italiane a confronto. Questo il tema dello studio presentato oggi dal presidente dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, Paolo Leon, curato dalla dottoressa Flaminia Violati, ricercatore senior della stessa Agenzia. Il lavoro vuole evidenziare la spesa delle famiglie per i servizi locali e le connesse politiche sociali messe in atto dalle nove città italiane con un numero di abitanti superiore a 300mila, ossia Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze e Bari.

La famiglia romana presenta in tutti i casi livelli di spesa sotto la media delle grandi città, raggiungendo livelli minimi proprio per le famiglie che presentano caratteristiche socialmente più deboli, come l’anziano pensionato solo (la spesa romana è del 30% inferiore alla media del campione) e la coppia giovane in posizione lavorativa precaria, con un figlio piccolo e basso reddito (36% inferiore alla media): per queste due tipologie familiari, la spesa a Roma è la più bassa in assoluto delle grandi città. Se la famiglia con un figlio piccolo ha un reddito medio, Roma scende al secondo posto della graduatoria delle città più economiche (la spesa a Roma in questo caso è del 20% inferiore alla media), arriva al terzo posto nel caso della famiglia a reddito medio-alto, con due figli adolescenti (9% inferiore alla spesa media). La spesa romana della famiglia a basso reddito senza figli è in quarta posizione, (inferiore alla media di un 10%).

In generale, quindi, l’analisi mette in luce come Roma sostenga particolarmente le famiglie con figli. L’offerta di posti-km per il tpl è la più estesa fra le grandi città, mentre il prezzo dell’abbonamento annuale ordinario è sotto la media; la densità di taxi attualmente operanti a Roma è la più alta, ma le tariffe per le corse urbane sono sotto la media; a tariffe idriche inferiori alla media corrisponde un buon indice di copertura del servizio idrico integrato; infine sono migliori della media delle grandi città sia il numero di bambini per educatore che il prezzo orario dell’asilo nido per famiglie a reddito medio e basso.

Il servizio di Francesca Ferrajolo

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