Roma, il Chiostro del Bramante ospita la poesia artistica di Joan Mirò VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 16 marzo 2012 – Era da molti anni che Roma non ospitava una rassegna esaustiva dell’opera di Joan Miró, il grande artista catalano che lasciò un segno inconfondibile nell’ambito delle avanguardie europee. La mostra presenta oltre 80 lavori mai giunti prima nel nostro Paese, tra cui 50 olii di sorprendente bellezza e di grande formato, ma anche terrecotte, bronzi e acquerelli. Al chiostro del Bramante si potranno ammirare tra i capolavori, gli olii Donna nella via e Senza titolo; i bronzi come Donna; gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti da Palma di Maiorca dove la Fundació Pilar i Joan Miró detiene molte opere dell’artista, concesse in via del tutto straordinaria per l’anteprima italiana. Le prime opere di Mirò si rifanno all’impressionismo, il fauvismo, il futurismo o il cubismo, ma il suo primo viaggio a Parigi, nel 1920, gli rivelò un “mondo nuovo”. L’artista entrò infatti in contatto con il dadaismo e, in seguito, con il surrealismo. “Lavoro molto nella direzione di un arte concettuale, prendendo la realtà come punto di partenza mai di arrivo. 

Dal viaggio nella capitale francese Mirò combina il fermento spirituale con la quiete della campagna catalana: “il soggiorno parigino mi ha dischiuso un mondo di idee, e ora, nella stimolante tranquillità della campagna, mi dedico appassionatamente al mio lavoro, al mio ideale”. La mostra “Mirò. Poesia e Luce” presenta opere create tra il 1908 e il 1981, con particolare attenzione al periodo tra il 1956 e il 1983, gli anni felici di Maiorca. Si tratta di una fase di indipendenza sconfinata, in cui il processo creativo si allaccia all’impulso iconoclasta del dadaismo, al linguaggio gestuale dell’espressionismo astratto americano o alla calligrafia dell’arte orientale. L’intervento del caso fa si che l’opera venga fuori da sola, con un distaccamento da parte dell’artista. Le opere esposte, spaziano da quadri, sculture, ceramiche, disegni e bozzetti per opere pubbliche, ma anche mobili e oggetti provenienti dai suoi studi di Maiorca, testimonianza della fecondità creativa di Mirò nella fase della maturità. E proprio lo studio dell’artista catalano, un luogo dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura offre, è stato ricostruito all’interno degli spazi espositivi, per volere della curatrice, una delle maggiori esperte dell’opera di Mirò, Maria Luisa Lax Cacho.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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