Roma, Finanza scopre a Fiunicino giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 7 maggio 2012 – La frode all’Iva comunitaria è stata smascherata dai finanzieri del Comando provinciale di Roma, al termine di indagini dirette e coordinate dal magistrati del pool ‘reati contro l’economià della Procura della Repubblica di Roma. Sulla base degli elementi raccolti, il gip Filippo Steidr, del Tribunale di Roma, ha emanato provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di sei persone e disposto il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili, conti correnti, titoli e preziosi, per un controvalore di 9 milioni di euro, che servirà a cautelare lo Stato per il credito relativo alle imposte evase, alle pene pecuniarie ed agli interessi.  finanza

I reati contestati sono di associazione per delinquere, violazione delle leggi fiscali, emissioni di fatture per operazioni inesistenti. In particolare, dagli accertamenti è emerso che un’articolata compagine di soggetti aveva costituito una miriade di società ‘cartierè che venivano fittiziamente interposte negli acquisti di prodotti tecnologici da Paesi dell’Unione Europea, al fine di far assumere a costoro l’integrale debito d’imposta facendo maturare all’effettivo acquirente un consistente credito d’Iva, di cui chiedere il rimborso all’Erario ovvero da poter compensare con una situazione debitoria d’imposta. I soggetti interposti, non adempiendo agli obblighi di dichiarazione e di versamento dell’Iva, si appropriavano di quest’ultima, mentre le imprese realmente destinatarie della merce potevano praticare prezzi di mercato estremamente competitivi, a danno degli operatori regolari rispettosi della legge.

L’operazione, ribattezzata con il nome ‘Giovè, rappresenta l’epilogo di una laboriosa attività investigativa delle Fiamme Gialle della Compagnia di Fiumicino che ha fatto piena luce sull’operatività di una compagine che commercializzava, su tutto il territorio nazionale, ingenti partite di prodotti elettronici e telefoni cellulari con una consistente evasione all’Iva. Ai vertici del gruppo, i fratelli Federico e Alessandro Dezi, proprietari della società Daf Srl, con sede a Fiano Romano, leader a livello nazionale nella vendita al dettaglio di elettronica di consumo, titolare del noto marchio ‘Diunamaì. Entrambi sono agli arresti domiciliari. Gli altri sodali sono quattro loro fedelissimi, ritenuti dagli inquirenti «prestanome di professione»: Clemente Loi e Roberto Berera, latitanti; Alessandro Bonanni e Simone Paolini, già in carcere per un altro provvedimento. Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle è emerso il coinvolgimento di numerose società, anch’esse interposte, quali ‘cartierè nella filiera distributiva, tutte amministrate da ‘prestanomè; uno di questi è risultato essere amministratore di oltre 100 società.

Il servizio di Leonardo Cerquiglini

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