Non tutte le donne nascono madri. Con “Maternity blues” Fabrizio Cattani affronta un’angosciante realtà VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 18 maggio 2012 – Maternity Blues, film drammatico ma pieno di speranza, tratto da un testo teatrale di Grazia Veresani e diretto da Fabrizio Cattani, posa uno sguardo compassionevole e discreto sul delicato e controverso tema dell’infanticidio, tracciando il ritratto di una moderna Medea afflitta da depressione post-partum e apparentemente priva di istinto materno, attraverso le storie di quattro donne diverse ma accomunate da un’unica colpa: l’infanticidio. Nei corridoi e nelle stanze di un ospedale psichiatrico giudiziario si incrociano le vicende di Clara (Andrea Osvart), Eloisa (Monica Barladeanu), Lina (Chiara Martegiani) e Vincenza (Marina Pennafina). Tra sedute di terapia di gruppo, fasi critiche e momenti di parca felicità, le quattro donne trovano l’una nell’altra non soltanto il terribile specchio del proprio indicibile peccato, ma anche un’occasione per espiare, accettare per quanto possibile ciò che è accaduto e, forse, imparare a perdonarsi. Solo Vincenza, sopraffatta dai sensi di colpa per aver ucciso l’ultimo dei suoi tre bambini, alla fine cederà alla seduzione del suicidio, unico modo per ricongiungersi al figlio perduto.

Il punto di vista maschile, che propone uno spunto di riflessione anche sull’universo della paternità, è offerto dall’interpretazione di Daniele Pecci, marito di Clara, che nel vano tentativo di rifarsi una vita scopre di non poter smettere di amare la donna che gli ha dato e poi tolto i suoi due figli. Con acume psicologico e profonda sensibilità Fabrizio Cattani posa uno sguardo limpido e scevro da pregiudizi su una realtà dolorosa e inaccettabile, figlia di solitudini infette e depressioni silenti che sempre più spesso attanagliano senza scampo le madri di oggi.

Giuliana Gugliotti

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