Spending Review: no anche da Federculture VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 24 luglio 2012 – Il decreto di revisione della spesa pubblica in discussione al Senato, con alcune norme indiscriminate, potrebbe far fare un balzo indietro di venti anni alla gestione della cultura del nostro Paese, azzerandone completamente il processo con il quale alle vecchie gestioni pubbliche sono stati sostituiti modelli autonomi orientati ai risultati. Questo il tema della conferenza indetta da Federculture “No alla scure della Spending Review sulla cultura”, cui è intervenuto il presidente dell’associazione, Roberto Grossi: “Non possiamo distruggere un settore che vale il 5,5% di tutto il pil del Paese. Abbiamo tutta una serie di strutture che vengono cancellate con un colpo di spugna. Non dimentichiamoci che in tutti i momenti critici dello sviluppo del Paese i più grandi investimenti sono stati proprio sulla diffusione delle conoscenze”.

“Noi non contestiamo i tagli in realtà – ha dichiarato il direttore Palaexpo, Mario De Simone – ma alcune norme che impediscono a degli esempi virtuosi di funzionare. Stiamo parlando della possibilità di sopravvivenza di un modello di esternalizzazione dei servizi culturali che ha funzionato negli ultimi 25 anni e che non è stato esempio di sprechi contrariamente ad altri settori. Quello che si contesta è mettere tutto insieme e fare di tutta l’erba un fascio”.

Il servizio di Marco Alexander Sciarra

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