Attentato Sinagoga: il ricordo di quegli attimi 30 anni dopo VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 10 ottobre 2012 – Ci sono ancora ”troppe ombre e dubbi” sull’attentato alla Sinagoga di Roma dell’ottobre 1982 e bisogna ”rimuovere il segreto di Stato”. E’ quanto ha chiesto il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in occasione della commemorazione della strage del 9 ottobre 1982 quando un commando palestinese fece fuoco sui fedeli che uscivano dal tempio uccidendo Stefano Gaj Tachè e ferendo 37 persone.  Alla presenza della massime autorità è stato commemorato un evento che ha segnato un punto di svolta per la comunità ebraica romana. ebrei

Quel giorno del 1982, alle ore 11,55, un commando di terroristi palestinesi, iniziò a sparare tra la folla di fedeli in uscita dalla Sinagoga, lanciando granate a frammentazione. Fu una strage e il nome del piccolo Stefano Gay Tachè fa ormai parte della storia del terrorismo italiano. I colpevoli sono tuttora impuniti: Osama Abdel Al Zomar fu arrestato in Grecia, condannato in contumacia ed estradato in Libia dove, secondo alcune fonti, vivrebbe tutt’oggi libero. La Comunità’ ebraica chiede ancora giustizia per questa strage. “Sui fatti di allora ci sono ancora delle domande alle quali devono essere date delle risposte”,  ha sottolineato Pacifici.

Diverse le autorità presenti: oltre al presidente della Repubblica, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il deputato Pd ed ex sindaco di Roma, Walter Veltroni e il rabbino capo della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Di Segni. Durante la commemorazione ha voluto portare il suo ricordo anche Gadiel Gaj Tachè, fratello di Stefano: “Sono passati 30 anni da quel 9 ottobre 1982, giorno che cambio’ radicalmente la mia vita, della mia famiglia e della Comunita’ ebraica di Roma.

Oggi sento il dovere di essere qui – ha detto commosso Gadiel Gaj Tachè – in qualita’ di testimone. Dal 2013, a quanto pare, il nome di Stefano Gaj Tachè sara’ inserito nella lista di tutte le vittime italiane del Terrorismo e questo non puo’ che riempire il mio cuore di gioia e speranza”. Al termine della cerimonia, il presidente Napolitano ha consegnato ai familiari del piccolo Stefano Gaj Tachè la medaglia d’oro alla memoria.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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