Blitz Blocco Studentesco, Casapound diffonde il video e difende l’irruzione VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 25 ottobre 2012 – Un “irruzione futurista”, come loro stessi la hanno definita. Questo è solo un estratto, diffuso da Casapound, del video integrale girato con uno smartphone da uno dei ragazzi che ha partecipato al blitz. Lunedì mattina i militanti di Blocco Studentesco – associazione giovanile del centro sociale d’ispirazione fascista – hanno fatto irruzione a volto coperto all’interno del liceo Giulio Cesare scandendo slogan come “Scuola Pubblica” e accendendo fumogeni. Ma come tiene a sottolineare il vicepresidente di Casapound Italia, Simone Di Stefano, nessuno di questi era armato: “è un video abbastanza duro perché i ragazzi corrono, urlano, si sentono porte sbattere, però si può vedere tranquillamente che non c’è nessuno armato, non ci sono colluttazioni, non c’è danneggiamento dell’istituto. Abbiamo voluto fare chiarezza in una azione che chiaramente è sui generis, di forza, che rappresenta la rabbia e la voglia di cambiamento di una gioventù che non vuole subire. Purtroppo la reazione degli studenti del Giulio Cesare di stamattina che hanno fatto con i professori quella cosa con i professori con i volantini bianchi con scritto ‘La scuola è amore’ ci da i senso che questo tipo di studenti dei licei del centro siano un po’ sganciati da quelle che sono le tematiche della politica attuale”.

Scopo dell’azione, a detta del Coordinatore nazionale del Blocco Studentesco, Rolando Mancini, quello di informare gli studenti dei tagli alla pubblica istruzione che la Legge Aprea andrebbe a compiere, sottolineando ancora una volta come nessuno dei partecipanti fosse in possesso di armi: “Questo blitz aveva lo scopo di sensibilizzare gli studenti al tema dei tagli alla pubblica istruzione. È stata un’azione forte sia nei contenuti e sia nella sostanza ma che non è stata violenta, non c’erano armi, non è stata offesa nessuna persona”. Una forma di protesta nuova l’ha definita Mancini, tuttavia controllata e realizzata in piena autonomia, nella consapevolezza però che l’azione costituisse un reato per il quale i militanti sono stati denunciati: “Noi abbiamo ragazzi che a 17-18 anni decidono come agire. Però ci sono dei principi, non è che potevano andare là e ammazzare tutti. Però hanno campo libero, noi sperimentiamo anche nuove forme di protesta. Sicuramente c’è stata un’interruzione di pubblico servizio e i nostri ragazzi sono stati denunciati per questo, null’altro. Non ci sono contusioni, aggressioni, apologie varie”.

Il servizio di Andrea Fiorilli

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