Riforma recupero credito, Unirec e Adiconsum contrarie a DdL VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 1 ottobre 2012 –  38 miliardi di euro. Questo il valore annuo del recupero del credito gestito dall’Unirec: 15 mila addetti che nel 2011 hanno lavorato 32 milioni di pratiche, per lo più rate del mutuo e di prestiti personali che non si è riusciti ad onorare, bollette della luce e del gas. 9 miliardi recuperati, con grande beneficio per il sistema giustizia del paese. Il problema è che una proposta di legge vuole riformare il settore del recupero credito, peggiorandolo.unirec

E’ questo l’allarme lanciato da Unirec e Adiconsum nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono stati presentati anche gli emendamenti alla proposta. “Un settore molto delicato dove una deregulation non era né necessaria né auspicabile” ha dichiarato Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum. La riforma parte dal presupposto che è necessaria in funzione di una riduzione dei costi economici per le aziende, per l’organo di controllo e per l’ambiente oltre che a mettere ordine in un contesto con una normativa lacunosa. Secondo UNIREC ed Adiconsum, invece, la proposta di legge peggiora il settore, innanzitutto, consentendo a chiunque di poter svolgere l’attività di recupero credito dal momento che non vengono menzionati requisiti e modalità necessari per svolgere l’attività.

Inoltre dà vita ad un “Organismo bilaterale di controllo e regolazione” posto sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia e non più del Ministero dell’Interno, come è attualmente. Secondo Gianni Amprino, Presidente Unirec: “Sottrarre al Ministero dell’Interno il controllo di un settore strategico e delicato quale quello del recupero crediti significa vanificare i risultati eccezionali ottenuti negli ultimi anni in termini di efficienza e massima trasparenza delle modalità operative e di regolamentazione dell’attività delle agenzie e dei lavoratori.

Risultati ottenuti grazie al dialogo costante e costruttivo tra le Associazioni e il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – al quale va il merito di avere avviato il percorso di valorizzazione della bilateralità per fini di ordine e pubblica sicurezza”. Tre le richieste formulate in conclusione della conferenza stampa e contenuti negli emendamenti: mantenere la licenza, confermare la competenza del Ministero dell’Interno che deve stabilire requisiti professionali e di onorabilità, non costituire nessun nuovo organo bilaterale.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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