Novartis e Sif premiano tre giovani ricercatrici per impegno nella farmacologia di genere VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 15 novembre 2012 – Sono tre giovani donne, Ilaria Campesi, Francesca Calabrese, Rosalia Crupi, le vincitrici della Prima edizione di Gender Innovation –  Premio di ricerca Sif in Farmacologia di Genere, promosso dalla Società italiana di Farmacologia, con il contributo di Novartis. Il premio, riservato ai ricercatori italiani under 38, è destinato ai migliori progetti che promuovano una medicina sempre più basata sull’evidenza, con un focus nel sistema cardiovascolavre, respiratorio e nervoso. L’importo dei premi per ciascuna area terapeutica è di 25.000 euro; alle vincitrici è garantito un co-finanziamento di pari importo da parte della struttura dove sarà realizzata la ricerca. “L’obiettivo di Gender Innovation, di estrema attualità è potenziare la ricerca farmacologica per dar ulteriore spazio all’ottica di genere nelle scienze mediche.” Cosi Pier Luigi Canonico, Presidente della Società italiana di Farmacologia, promotrice del premio.

La farmacologia di genere è un’area della medicina di genere che valuta l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in funzione del loro diverso effetto su pazienti uomini e donne. Obiettivo della farmacologia di genere è promuovere l’appropriatezza terapeutica assicurando a ciascuna persona, uomo o donna, farmaci adeguati alle proprie caratteristiche, incluse quelle di genere. Questo approccio permette di sviluppare nuovi farmaci e nuovi medical device genere-specifici, di ridurre i costi che derivano da percorsi diagnostico-terapeutici non appropriati, liberando risorse da utilizzare a favore dell’equità e della ricerca innovativa. “Un premio, quello offerto alle tre giovani ricercatrici italiane, importante in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo” cosi Flavia Franconi, responsabile del gruppo di studio della SIF farmacologia di genere”.  “Il nostro impegno – afferma Delia Colombo Responsabile Early Products, Market Acccess, Novartis Farma – nasce dalla volontà di contribuire a sviluppare una nuova forma mentis nei ricercatori, che consideri le differenze di genere una risorsa di conoscenza: per promuovere questo approccio è necessario coinvolgere innanzitutto i giovani.

Il servizio di Rosa Corsi

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