Tagli sanità, da dicembre gli ospedali religiosi bloccano ricoveri ordinari e ambulatori VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 29 novembre 2012 – Da dicembre immediato blocco dei ricoveri ordinari e delle prestazioni ambulatoriali. Questa la decisione presa dai direttori generali degli Ospedali religiosi classificati del Lazio (San Giovanni Calibita, Madre Giuseppina Vannini, Cristo Re, San Pietro, Fatebenefratelli, San Carlo Nancy, Regina Apostolorum, ospedale israelitico, Ircss Santa Lucia, Idi), riunitisi sotto l’Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari), a seguito del decreto n.349 del nuovo commissario alla Sanità del Lazio, Enrico Bondi, che taglia del 7% il budget previsto dalla Regione per le prestazioni sanitarie già erogate ai cittadini nel 2012 da queste strutture ospedaliere equiparate al servizio pubblico.

A parlarne il presidente regionale Aris, Michele Bellomo: “Il decreto Bondi comporta un taglio delle prestazioni che oltretutto ha una retroattività, quindi taglia tutte le prestazioni del 2012, il 7%, e questo significa che in teoria molte strutture avrebbero già terminato il budget e dovrebbero sospendere l’assistenza; cosa che ovviamente non faranno ma porterà ad un allungamento dei tempi delle liste d’attesa per tutti i pazienti. Anche in conseguenza del fatto che sono strutture che fanno un notevolissimo intervento nella sanità per circa 20mila prestazioni giornaliere”.

Come il decreto Bondi si ripercuoterà sulle aziende sanitarie è spiegato da Giovanni Roberti della direzione sanitaria generale del Fatebenefratelli: “I l decreto Bondi comporta sostanzialmente il 7% in meno del finanziamento per gli ospedali che interviene alla fine dell’anno. Il 7% è equivalente a una mensilità, quindi sostanzialmente l’impossibilità di erogare prestazioni in quanto non ci sarà finanziamento per l’ultima mensilità. Noi abbiamo deciso di erogare tutte le prestazioni di emergenza come pronti soccorso, rianimazioni, prestazioni oncologiche, prestazioni dell’area materno-infantile, ma di limitare quelle non urgenti come quelle ambulatoriali perché non riusciamo a finanziarle. La Regione ci ha obbligato a sospendere le prestazioni in quanto ci ha comunicato che non le pagherà”.

Il servizio di Sabrina Agasucci

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