Crisi economica, da rapporto Censis italiani “oltre la sopravvivenza” VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 7 dicembre 2012 – Italiani “oltre la sopravvivenza”: per contrastare la crisi hanno venduto oro, gioielli, mobili e opere d’arte, hanno eliminato sprechi ed eccessi nei consumi, mentre i redditi sono tornati indietro di vent’anni. E’ quanto emerge dal 46° rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato dal presidente, Giuseppe De Rita. “Negli anni ’90 il reddito medio pro-capite delle famiglie – si legge nello studio – è aumentato, passando da circa 17.500 a 18.500 euro, si è mantenuto stabile nella prima metà degli anni 2000, ma a partire dal 2007 è sceso ai livelli del 1993: -0,6% in termini reali tra il 1993 e il 2011”. Inoltre secondo il Censis, come ultima difesa di fronte al persistere della crisi, “2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro o altri oggetti preziosi negli ultimi due anni, 300.000 famiglie mobili e opere d’arte, l’85% ha eliminato sprechi ed eccessi nei consumi, il 73% si è messo a caccia di offerte e alimenti poco costosi”. Sono dati che configurano, nella definizione del Censis, un vero e proprio “smottamento del ceto medio”.

“Il reddito medio degli italiani si riduce a causa del difficile passaggio dell’economia, ma anche per effetto dei profondi mutamenti della nostra struttura sociale, che hanno affievolito la proverbiale capacità delle famiglie di produrre reddito e accumulare ricchezza”, spiega l’analisi. A fronte di un simile calo dei redditi, se negli ultimi vent’anni la ricchezza netta delle famiglie è aumentata del 65,4%, spiega il Censis, è grazie soprattutto all’aumento del valore degli immobili posseduti (+79,2%), laddove, invece, nel corso degli ultimi dieci anni la ricchezza finanziaria netta è passata invece da 26.000 a 15.600 euro a famiglia, con una riduzione del 40,5%. La quota di famiglie con una ricchezza netta superiore a 500.000 euro, si legge ancora nel rapporto, è praticamente raddoppiata, passando dal 6% al 12,5%, mentre la ricchezza del ceto medio (cioè le famiglie con un patrimonio, tra immobili e beni mobili, compreso tra 50.000 e 500.000 euro) è diminuita dal 66,4% al 48,3%. E c’è stato uno slittamento della ricchezza verso le componenti più anziane della popolazione. Se nel 1991 i nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni detenevano il 17,1% della ricchezza totale delle famiglie, nel 2010 la loro quota è scesa al 5,2%.

Il servizio di Livia Ciatti

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