Orientamento al lavoro, giovani sfiduciati tra gli stand del Macro VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 6 dicembre 2012 – Due giorni dedicati all’orientamento formativo e professionale rivolti a oltre 2mila giovani dai 14 ai 30 anni per aiutare le nuove generazioni sulle decisioni per il loro futuro. E’ partita questa mattina, negli spazi della Pelanda del Macro, “Il mio futuro… da oggi”, iniziativa promossa da Roma Capitale, Regione, Vicariato di Roma e ufficio scolastico regionale. A battezzare l’evento il sindaco Gianni Alemanno e il presidente uscente della Regione, Renata Polverini, l’assessore Gianluigi De Paolo e monsignor Lorenzo Leuzzi. Tra i vari stand ospitati e gli incontri in programma, i partecipanti potranno orientarsi sulla scelta della scuola superiore se frequentano le medie, avere informazioni sul mondo del lavoro nel caso dei maturandi, o infine sulle prospettive di lavoro se laureandi o laureati.

“Questa due giorni dimostra che la politica non è solo litigi o urla, ma è anche fatta di tanta gente che si mette a disposizione per indicare un percorso per costruire un futuro migliore”, ha detto Polverini che ha anche ricordato come la Regione Lazio sia stata la prima ad approvare una legge sull’apprendistato. “Inauguriamo uno spazio dedicato ai ragazzi – le ha fatto eco Alemanno – Un luogo di incontro e confronto. Il nostro compito è aiutarvi a tirare fuori ed accompagnare la speranza. Voi dovete essere protagonisti del vostro futuro”. Tra gli eventi in programma nella due giorni gli incontri con Giorgio Avola, Mogol, Niccolò Mornati e Tommaso Tanzilli e, domani, quelli con il presidente di Roma Start Up Gianmarco Carnovale e Luigi Capello, Enlabs Open Incubator & Accelerator consulente Bic Lazio.

Ciò nonostante i ragazzi presenti al Macro sono apparsi alquanto disorientati e sfiduciati. Con tutta evidenza uno spazio allestito con diversi stand, tra i quali spiccano quelli di Esercito e Carabinieri, non basta a restituire speranza nel futuro a una generazione che giorno dopo giorno si vede cancellare il domani. “Io sono venuto solo perché è orientato sul lavoro – ha detto uno studente – non voglio andare all’università e fare altri 5 anni. Ho visto che anche con l’università non ci fai niente”. “E’ inutile questo incontro – ha detto una studentessa della quinta superiore – perché viste le condizioni non c’è niente dopo per noi. Ci stanno condizionando la vita, stanno scrivendo loro il nostro futuro. Posso uscire dalle superiori con un diploma, e poi? 5 anni di università per fare la commessa”. “Se trovo il lavoro che mi appassiona sono contenta – ha detto un’altra studentessa – ma in primis lo faccio per me. Un futuro noi non ce l’abbiamo”.

Il servizio di Andrea Fiorilli

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