Rapinavano uffici postali. Polizia arresta tre romani pregiudicati VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 17 gennaio 2013 – Si è conclusa con l’arresto di M.S., di 35 anni, C. G., di 39 anni e P.R., di 65 anni, romani tutti pregiudicati per reati contro il patrimonio e la perquisizione agli altri appartenenti del sodalizio criminoso, anch’essi tutti romani, l’attività investigativa svolta dal compartimento Polizia Postale e delle comunicazioni di Roma nell’ambito del progetto sicurezza per la repressione dei reati in danno degli uffici postali e coordinata dal Sostituto Procuratore della Procura di Roma Ceraso. La complessa ed articolata indagine ha avuto origine dall’arresto degli stessi M.S. e C.G., avvenuto lo scorso 28 aprile 2012, quando sono stati colti in flagranza di reato da personale della Polizia Postale a rapinare l’Ufficio Postale di via Marchesa di Barolo. In quell’occasione i due, armati di pistole giocattolo modificate, senza tappo rosso e con indosso caschi da motociclista, venivano bloccati all’interno del predetto Ufficio Postale, dopo aver minacciato e percosso dipendenti delle Poste. Nel corso della citata rapina il terzo complice riusciva a darsi alla fuga.

Successivamente, attraverso la visione di filmati acquisiti da altri uffici postali rapinati, si è constatato, dal modus operandi e da dettagli come caschi ed indumenti indossati dai rapinatori, che altre rapine erano state realizzate dallo stesso gruppo di rapinatori. Successivamente, tale individuazione è stata avvalorata da servizi di pedinamento, appostamento ed intercettazione telefoniche ed ambientali, che permettevano di attribuire, senza ombra di dubbio, al sodalizio criminoso la commissione di altre quattro rapine tra consumate e tentate, avvenute in Roma e provincia negli anni 2011 e 2012. In particolare, venivano attribuite le rapine avvenute presso gli uffici Postali di Roma (Via Marchesa di Barolo, Via Castel Colonna, Via Giuseppe Marcotti, Via Oltolina) e Pomezia. Le modalità con cui veniva attaccati gli Uffici Postali variava in base alla struttura degli stessi ed alla loro ubicazione logistica. Nel dettaglio, i malviventi, attraverso ripetuti sopralluoghi dell’obiettivo prefissato, decidevano come consumare la rapina, ovvero con: irruzione con autovettura oggetto di furto, con sfondamento delle vetrate dell’Ufficio Postale in concomitanza del caricamento dell’ATM da parte del personale delle Poste Italiane; irruzione di due persone con apertura con chiave o con arnesi atti all’effrazione (cacciaviti, piedi di porco) della porta antipanico, in concomitanza del caricamento dell’ATM da parte delle Poste Italiane; irruzione di due persone usando violenza sul personale delle Poste preso come ostaggio. Si sottolinea il costante utilizzo di violenza da parte dei rapinatori nei confronti di impiegati e utenti presenti negli uffici postali durante le rapine. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari e di perquisizioni sono stati sequestrati indumenti e caschi da moto presumibilmente utilizzati nelle rapine, utenze telefoniche intestate a stranieri ed utilizzate dagli arrestati esclusivamente in fase di organizzazione delle rapine, oltre che strumenti come, visore notturno, radio trasmittenti, pistole scacciacani. Nel corso della predetta attività investigativa è da segnalare la proficua collaborazione con la Società Poste Italiane S.p.A., nell’ambito del c.d. Progetto sicurezza, che vede impegnata quotidianamente la Polizia Postale e la Società Poste Italiane nell’analisi dei rischi connessi ai servizi offerti dalla citata società e conseguente individuazione degli uffici postali ritenuti maggiormente soggetti ad eventi criminosi. Tale analisi viene ovviamente condivisa con le Questure competenti e permette di migliorare sensibilmente i servizi svolti sul territorio a tutela di questi obiettivi e degli utenti.

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