Una vita per la politica, addio a Teodoro Buontempo VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 24 aprile 2013 – «Teodoro Buontempo ci ha lasciato. Il leone si è spento combattendo fino all’ultimo. Questa notte, alle 4:30, è salito in cielo circondato dall’amore della sua famiglia». È dal sito del Giornale D’Italia che Francesco Storace, segretario de La Destra dà l’annuncio della scomparsa del suo presidente. Classe 1946, politico puro e complesso, in prima fila nel partito prima Msi, poi An e infine La Destra, deputato per cinque legislature esponente nazionale ma anche rappresentante solitario e spesso controcorrente, idealista dei suoi ideali mai traditi, fortemente radicato nel suo territorio. Emigrato a Roma da Ortona, visse i primi anni nella capitale, dormendo in macchina, la sua 500 amaranto, distrutta da una molotov nel 72. Allora era presidente del Fronte della Gioventù e presentava biglietti da visita con su scritto: «Buontempo Teodoro. Indirizzo: salita di Valle Giulia, dietro Architettura, piazzola a sinistra dietro la fontanella». Vbuontempo2iveva lì, si lavava alla fontanella, era ospite fisso alla casa del Passeggero, per vivere faceva il cameriere alla Rupe Tarpea. É in quel periodo che comincia a circolare il soprannome d’Er pecora nei corridoi del partito, tra i futuri colonnelli che mal sopportavano questo giornalista abruzzese capace di fondare una delle prime radio libere Radio Alternativa e di fare della sede dell’Msi in via Sommacampagna un fulcro e la fucina di decine di iniziative.  Un soprannome che gli si appiccicò addosso contribuendo alla sua popolarità, in ascesa soprattutto per la sua forte presenza in Consiglio comunale, dove fu eletto ininterrottamente dall’81 al ’97.

Fu l’oppositore più importante nel lungo periodo di governo del centrosinistra.  Con un’incredibile paradosso che quando si misurava con i problemi delle periferie, il disagio, l’abbandono, le sue idee e la sua politica da Destra sociale combaciavano con quelle della sinistra. Buontempo non rinnegò mai il fascismo e proprio questa sua scelta lo porta ad allontanarsi da Fini e dalla sua An in quel di Fiuggi, fino a trovare la sua collocazione al fianco di Francesco Storace. Il 23 aprile del 2010 a 64 anni ha il suo primo incarico istituzionale. Nella Giunta di Renata Polverini diventa assessore regionale alla Casa: e da lì si batte per gli ultimi delle città del Lazio, per chi ha davvero il diritto di un alloggio popolare, compilando dossier con l’Ater per capire chi invece «ci marcia» e comincia sempre con l’istituto delle case popolari il censimento degli alloggi da mettere in vendita. Ed è sempre Storace dal suo sito del Giornale ad annunciare data e luogo dei funerali dell’amico prima che alleato politico. “Il suo popolo tributerà l’omaggio terreno a Teodoro Buontempo venerdì mattina alle 11. Il rito religioso sarà celebrato nella chiesa di San Marco, nella omonima piazza romana e sarà officiato da don Walter Trovato. Domani, dalle 10 alle 20, sarà gia’ possibile rendere onore allo scomparso presidente de La Destra nell’austera cornice della sala della protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione dal sindaco Alemanno, dove fu consigliere per sedici anni, oltre che presidente dell’assemblea di Giulio Cesare”.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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