25 anni fa moriva Giorgio Almirante, Storace: ci insegnò a vivere onestamente la politica VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 21 maggio 2013 – “Essere fascista per me significa credere nella triade stato-nazione-lavoro con libertà e nella libertà” parlava cosi Giorgio Almgiorgio-almirante2irante, storico segretario del Movimento sociale italiano scomparso 25 anni fa. Classe 1914 è stato tra i fondatori della Repubblica Sociale Italiana  insieme a Pino Romualdi. Trascorre l’’infanzia in giro per l’’Italia, con suo padre direttore di scena e noto regista teatrale, fino al trasferimento definitivo a Roma dove si laurea in Lettere e Filosofia. Giovane fascista, scrive sul «Tevere» di Telesio Interlandi e partecipa alla vita politica del regime entrando nei Guf, i gruppi universitari fascisti. Nel 1938 è caporedattore del «Tevere» e segretario di redazione della «Difesa della Razza», il periodico razzista diretto dallo stesso Interlandi. Quando l’’Italia entra nella seconda guerra mondiale, Almirante parte volontario per l’’Africa settentrionale, dove si guadagna la croce al merito di guerra. Alla fine del 1941 lascia il fronte e due anni dopo, in seguito all’’armistizio dell’’8 settembre 1943, sceglie l’’Italia di Salò, e con Fernando Mezzasoma diventa capo di gabinetto. Con la fine della guerra entra in clandestinità restandovi per più di un anno.

Nell’’autunno del 1946 torna a Roma, dove partecipa prima alla fondazione del Mius, il Movimento italiano di unità sociale, e poi, nel dicembre del 1946, con Pino Romualdi e Augusto de Marsanich, a quella del Movimento sociale italiano, un partito che rivendica orgogliosamente il proprio legame con il fascismo. Fervente sostenitore del partito, non lo abbandona mai, ma persegue le sue battaglie ideologiche con tenace dialettica. Nel 1969, dopo la morte di Michelini, Almirante diventa segretario del partito che guiderà ininterrottamente fino al 1987. Abile oratore si batte sin dai primi anni per far uscire il MSI dall’isolamento in cui si trova: promuove l’unità di tutte le forze di destra, stringe un’alleanza con i monarchici e nel 1972 porta il partito al massimo storico, raggiungendo il 9% alle elezioni politiche. Il pensiero più toccante alla vigilia del venticinquesimo della sua morte è di Francesco Storace, leader de La Destra: “Di Almirante resta la grande fede nel popolo e nella Nazione italiana, la battaglia per il presidenzialismo, la volonta’ di sottrarre alla sinistra la sfida sociale. Il suo insegnamento lo porteremo avanti per tutta la vita. Egli ci insegno’ a vivere onestamente la politica e non saremo mai disponibili a tradirne gli ideali.”

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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