Allarme Confesercenti, oltre 7mila Pmi chiuse nel 2012. Giammaria: ‘Ripartiamo dalle imprese’ VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 15 maggio 2013 – Pressione fiscale, costo del lavoro, abusivismo e contraffazione, occupazione del suolo pubblico, affitti dei negozi troppo alti, un numero troppo elevato di centri commerciali: sono queste le difficoltà cui vanno incontro le Pmi. A Roma e provincia nel corso nel primo trimestre del 2013 nei settori del commercio, alloggio e ristorazione hanno chiuso oltre 700 imprese con una perdita di quasi 3000 posti di lavoro. E’ per questo che durante l’assemblea di Confesercenti, che ha confermato presidente Valter Giammaria per altri 4 anni, la parola d’ordine è stata ‘Ripartiamo dalle imprese’.conf3

“Chiediamo alle istituzioni un aiuto concreto. Sono le imprese che generano investimenti sviluppo e quindi lavoro”, ha dichiarato Giammaria. Presente all’assemblea anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha parlato di tre grandi nodi da dover affrontare: il blocco dei centri commerciali, poiché la presenza di 35 grandi strutture solo sul territorio romano, portano ad uno squilibrio della realtà tra piccolo e medio commercio e grande distribuzione; la liberalizzazione indiscriminata degli orari di esercizio e delle aperture domenicali, per la quale è stata promossa una petizione popolare, e soprattutto il problema dell’abusivismo. “E’ necessario introdurre il reato di abusivismo commerciale – ha affermato il sindaco – se non lo facciamo non riusciremo mai a sradicare questo fenomeno organizzato in forma di racket.

Per quanto riguarda i centri commerciali, oltre al blocco per il futuro, serve uno stop con legge regionale anche alle concessioni urbanistiche date in passato, perché i centri commerciali squilibrano il rapporto con il piccolo commercio. Infine, bisogna regolamentare le chiusure domenicali perché con l’apertura indiscriminata non si aiutano i consumi ma si distrugge il piccolo e medio commercio”. Per dar corpo ad  una politica di rilancio dell’economia Confesercenti ha chiesto alla Regione Lazio e al presidente Nicola Zingaretti l’adozione di un Testo Unico del Commercio che disciplini in modo semplice e chiaro il settore a livello regionale, restituendo un giusto equilibrio tra piccola media e grande distribuzione.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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