Dissesto Idi, continuano i guai per Temperini e Padre Decaminada VIDEO

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(Meridinanotizie) Roma, 15 maggio 2013 – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, volto alla confisca “per equivalente”, di 36 unità immobiliari e di disponibilità finanziarie presenti su numerosi conti correnti, per un valore di circa 6 milioni di euro, riconducibili a Domenico Temperini, amministratore di Idi-Farmaceutici e direttore generale pro-tempore del comparto Idi-Sanità, e a Padre Franco Decaminada già arrestati lo scorso 4 aprile. Il sequestro, scaturisce dalle indagini del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, in relazione ai reati di appropriazione indebita aggravata e bancarotta fraudolenta patrimoniale, per un ammontare di oltre 14 milioni di euro, commessi sino al 2012, che hanno contribuito al dissesto finanziario della “Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione”, ente ecclesiastico giuridicamente riconosciuto, da fine marzo in amministrazione straordinaria. A quest’ultima fanno capo, tra gli altri, l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata Concezione (Idi), il San Carlo di Nancy e Villa Paola. Gli accertamenti, rientranti nell’operazione “Todo Modo”, avevano già consentito di fare luce su una serie di false fatturazioni legate a prestazioni del tutto inesistenti, con le quali venivano trasferiti fondi dalla Provincia Italiana a due società, la “Elea S.p.A.” e la “Elea Fp S.c.a.r.l.”, entrambe riconducibili a Temperini, importi per circa 11,5 milioni di euro. dissesto-idi2

Una parte rilevante delle somme destinate alle due Elea – il cui amministratore delegato, dal 2006 al 2012, è stato proprio Temperini – è confluita, attraverso l’ulteriore emissione di fatture false, sui conti correnti di un’altra società, la “Gi.Esse Info Service s.r.l.”, intestata ad un prestanome ma, di fatto, riconducibile allo stesso Temperini. Oltre alle condotte criminose, le Fiamme Gialle hanno appurato l’evasione, da parte della Provincia Italiana, dell’Ires e dell’Iva per importi quantificati – dal 2007 in avanti – in oltre 3,3 milioni di euro. Ben 34 degli immobili intestati a Temperini – tra cui un appartamento di assoluto pregio ubicato a Roma, nei pressi di Castel Sant’Angelo, di otto vani, ville, appartamenti, locali commerciali, box auto, per un valore stimato  in circa 4.250.00. A Decaminada, viceversa, è risultato intestato un solo immobile, del valore stimato di circa 300.000 euro.  Ai due indagati sono, inoltre, state sequestrate le somme giacenti su numerosi conti correnti, ai medesimi intestati, sino alla concorrenza dell’importo di oltre 1,5 milioni, così colmando la differenza tra il valore dei beni indicato nel provvedimento del giudice e quello relativo alle unità immobiliari oggetto di sequestro.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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