Teatro dell’Opera in agitazione: “pochi i balletti e gli stipendi, Alemanno dica cosa vuole” VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 7 maggio 2013 – La capacità di produzione culturale del Teatro dell’Opera di Roma, è a rischio, ed è così a rischio gran parte della vita artistica italiana. E’ opera 1bquanto denunciano i lavoratori della fondazione e i rappresentanti sindacali Cgil, Fistel Cisl, e Uilcom Uil, che hanno proclamato uno sciopero di quattro ore in occasione della prima rappresentazione dell’opera “Rienzi”, e hanno impedito la Presentazione della Stagione Estiva alle Terme di Caracalla.

Il teatro, che ha ospitato maestri del calibro di Enrico Caruso, Marica Callas e Luciano Pavarotti, versa in condizioni critiche: il numero delle rappresentazioni di balletti e opere è diminuito; si moltiplicano i contratti professionali fuori dall’organico a danno dei contratti stabili; sono costanti le carenze, da parte dell’azienda, del mantenimento di corrette relazioni sindacali ma non solo, come spiega Gian Augusto Bongiovanni, del corpo di ballo del teatro e delegato della Cgil.

Le associazioni sindacali chiedono dunque un confronto con la dirigenza per avviare un dialogo e analizzare la situazione. Proprio nel  giorno in cui i candidati sindaci si sono incontrati per proporre idee sulla vita culturale romana, i lavoratori chiedono al primo cittadini quali siano le intenzioni per il futuro della fondazione. Francesco Melis, della Uilcom, nonché artista del coro, dà un suo giudizio sull’amministrazione comunale.

Il servizio di Luisa Deiola

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