Da Unindustria ricetta per salvare sanità laziale, attuare “modello Lombardia” VIDEO

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(Meridiananotizie) Roma, 14 maggio 2013 – Potenziare i controlli, introdurre un sistema di incentivi che premi i direttori generali meritevoli. Lavorare sulla trasparenza e la riorganizzazione dei dati. Questa la ricetta di Unindustria per risollevare la spesa del sistema sanitario del Lazio Attraverso uno studio, commissionato alla società Deloitte, che mette a confronto il sistema sanitario laziale con quello della Lombardia.

Dalla ricerca è emerso come nel Lazio manchi un provvedimento che definisca in modo chiaro la ripartizione di tutte le risorse disponibili. Si dovrebbe quindi procedere alla “separazione tra le funzioni di acquisto e di fornitura dei servizi sanitari e in particolare al completamento del processo di aziendalizzazione delle ASL e trasformazione degli attuali 49 presidi a gestione diretta in Aziende ospedaliere (maggiore responsabilità delle strutture pubbliche nel governo della spesa; competizione tra strutture pubbliche e tra queste e le private accreditate)”. Programmazione, trasparenza e governo della spesa sono le proposte di Unindustria per un nuovo modello di servizio sanitario regionale. sanità-lazio2

Nel Lazio, secondo lo studio, si dovrebbe adottare un moderno sistema di controllo di gestione e attivazione di benchmark tra strutture pubbliche per monitorare costantemente e governare in corso d’anno l’andamento dei costi oltre che un sistema di valutazione dei DG che induca la direzione strategica delle strutture pubbliche a raggiungere prestabiliti livelli di performance. Per quanto riguarda il sistema di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie nel Lazio si dovrebbe puntare sulla semplificazione delle procedure e sull’introduzione di meccanismi sanzionatori per il rispetto dei tempi da parte degli uffici regionali. Poi, bisognerebbe potenziare le attività di controllo su tutte le prestazioni sanitarie anche per contrastare il fenomeno delle iperprescrizioni, accorciare le liste di attesa e introdurre incentivi alla qualità e al continuo miglioramento delle prestazioni delle strutture di ricovero.  Sul fronte delle tariffe, lo studio ha riscontrato una “notevole difficoltà di reperimento di dati aggiornati, affidabili e omogenei, sia di natura contabile sia sulla rete dell’offerta. Gli stessi organi di verifica segnalano una persistente carenza di informazioni, nonché errori ed imprecisioni negli atti regionali, raccomandando più attente valutazioni dei dati forniti. Sui dati contabili e patrimoniali, fondamentali per il controllo della spesa e il contenimento dei costi, la Corte dei Conti evidenzia scritture contabili errate, incomplete, irregolari”. Per questo, la proposta è quella di procedere alla “completa ricognizione dei dati e alla riprogettazione dei flussi informativi”.

Il servizio di Teresa Ciliberto

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