Beni culturali, continua la mobilitazione per arrestare il declino delle biblioteche VIDEO

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(Meridiannanotizie) Roma, 24 giugno 2013 – Continua la mobilitazione dei sindacati dei beni culturali: dopo l’assemblea di giovedì scorso al Colosseo, che ha portato alla chiusura dell’Anfiteatro Flavio per circa quattro ore, questa volta è toccato ai lavoratori delle biblioteche nazionali, degli archivi e del circuito museale che fanno capo al ministero dei Beni culturali. L’appuntamento in Capitale è stato presso la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio per decidere in che modo proseguire la mobilitazione.

L’obiettivo dell’assemblea è quello di fermare il declino degli archivi e biblioteche rimaste senza personale e senza le risorse necessarie alla loro esistenza e scongiurarne, in questo modo, la chiusura. “In 5 anni, i dipendenti del Mibac sono passati da 25mila a poco più di 18mila unità e non riescono più a garantire i servizi essenziali”, hanno sottolineato Franco Taschini del sindacato Uilpa Bac e Saturnino Padovani della Flp. Per avere un’idea sulla situazione dell’organico nelle varie strutture museali e archivi del Mibac “basti pensare che alla biblioteca nazionale di Castro Pretorio, siamo passati negli ultimi anni da 350 a 210 dipendenti“, hanno spiegato i sindacalisti. biblio2

Mentre, nelle strutture museali, “i vigilanti hanno già cumulato il monte di giorni festivi che per contratto possono lavorare e ci troviamo ora di fronte al rischio che a luglio non ci sarà alcuna sorveglianza nei musei, a meno che il Governo non decida di mandarci la Polizia di stato”. A fronte di questa “emorragia di posti di lavoro, non c’è alcun progetto ne’ concorso pubblico per fronteggiare una situazione destinata al peggioramento, visto che l’età media dei dipendenti del Mibac è superiore ai 50 anni e, progressivamente, andranno in pensione altre centinaia di persone che non sembra saranno sostituite”.  Alla carenza di personale, infatti, denunciato durante l’assemblea, si aggiunge il problema degli stipendi e dei buoni pasto: “da gennaio, circa 3.000 dipendenti del Mibac nel Lazio non percepiscono ne’ buoni pasto ne’ lo stipendio accessorio, che corrisponde al 20 per cento dello stipendio complessivo: risorse sui cui lavoratori da 1.200 euro al mese contano per arrivare alla fine del mese”.

I sindacalisti chiedono un incontro urgente con il Ministro Bray per sbloccare le assunzioni e il pagamento del salario accessorio, la registrazione dell’accordo sulla elevazione dei turni festivi al 50% per evitare la chiusura dei musei e siti archeologici nelle giornate di festa. Per le associazioni sindacali riunite in assemblea “c’è un rischio reale che le biblioteche e gli archivi non garantiscano più un servizio primario per la ricerca e la conoscenza”. Prossimo appuntamento per la mobilitazione è prevista per venerdì 28 giugno e porrà l’attenzione sui musei e nei siti archeologici.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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