Processo Ruby, condannato Silvio Berlusconi a 7 anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici VIDEO

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(MeridianaNotizie) Roma, 24 giugno 2013 – Silvio Berlusconi è stato condannato a sette anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione per costrizione e prostituzione minorile nel processo sul caso Ruby. I giudici del Tribunale di Milano hanno disposto anche la confisca dei beni già sequestrati in passato a Ruby e al suo compagno Luca Rizzo. La condanna è superiore alle richieste della Procura, che lo scorso 13 maggio, aveva chiesto sei anni, cinque per concussione e uno per prostituzione minorile. Berlusconi, secondo la ricostruzione della Procura di Milano, la sera del 27 maggio 2010, mentre si trovava a Parigi per un vertice Ocse riceRAI: PROGRAMMA TV - PORTA A PORTA- OSPITE SILVIO BERLUSCONIvette una telefonata che lo informava del fermo di Ruby. A quel punto, come risulta agli atti del processo, l’ex premier, tramite il suo caposcorta, telefonò al Capo di Gabinetto del Questore, Pietro Ostuni, «rappresentandogli che tale ragazza minorenne» gli era «stata segnalata come nipote di Mubarak». La circostanza, è ritenuta «peraltro palesemente falsa». Con quella telefonata e con un’altra da parte sempre del suo caposcorta, Berlusconi, «abusando della sua qualità» di presidente del Consiglio, «sollecitava ad accelerare le procedure» per il «rilascio» della minorenne, «aggiungendo che il consigliere regionale Nicole Minetti si sarebbe fatta carico del suo affido». Con il suo comportamento avrebbe indotto Ostuni «a dare disposizioni» al funzionario di turno quella notte, Giorgia Iafrate, affinchèRuby «venisse affidata» al consigliere, cosa che poi avvenne «alle ore 2.00» del 28 maggio, contrariamente alle disposizioni del pm minorile Annamaria Fiorillo che aveva stabilito di trattenerla negli uffici di via Fatebenefratelli in attesa del collocamento in una comunità. Con quel rilascio, questa l’ipotesi, avrebbe evitato che Ruby «potesse riferire» dei presunti incontri ‘a luci rossè con lui e, più in generale, dei presunti festini ad Arcore che, una volta venuti a galla, avrebbero potuto arrecare «nocumento alla sua immagine di uomo pubblico». Le parti offese dal reato, che prevede una pena che va dai 4 ai 12 anni di reclusione, sono il Ministero dell’Interno e i funzionari Ostuni, Iafrate e Ivo Morelli, altro agente presente quella notte in Questura. Nessuno, però, si è mai costituito parte civile.

Berlusconi, secondo l’accusa, avrebbe avuto 13 incontri a sfondo sessuale con Ruby, tra il 14 febbraio e il 2 maggio del 2010, quando la ragazza, nata il primo novembre ’92, era ancora minorenne. E «gli atti sessuali», si legge sempre nel decreto che dispone il giudizio, sarebbero avvenuti «in cambio del pagamento di somme di denaro che venivano consegnate, in contanti» o direttamente da lui o da Giuseppe Spinelli, il suo fiduciario. La ragazza, inoltre, veniva ricompensata con «gioielli» e altri regali, come abiti firmati e orologi. Ruby, parte offesa, non è mai stata sentita in aula in quanto sia l’accusa, sia la difesa, sia il Tribunale hanno rinunciato alla sua audizione. Il collegio ha preferito, invece, acquisire agli atti del dibattimento le trascrizioni delle testimonianza da lei resa nel processo gemello, cioè quello a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

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