Chi è Giulio Andreotti? Ne parla Mario Pacelli nel suo pamphlet DOSSIER ANDREOTTI VIDEO

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(MeridianaNotizie) Roma, 22 giugno 2013 – Chi è Giulio Andreotti? Un abile statista, un demonio, un santo? Certamente è uno tra personaggi più noti della politica italiana di cui, paradossalmente, si sa poco o niente. Accuse, assoluzioni, chiamate in causa, smentite, mafia, servizi segreti più o meno deviati, corruzione, intrighi di palazzo: nella vicenda del “Divo Giulio” si trova veramente di tutto tranne lui, l’uomo. Forse proprio nelle contraddizioni risiede l’essenza di Andreotti, nel suo aver attraversato gli eventi più significativi della storia italiana degli ultimi sessant’anni essendone sempre protagonista: la morte di Moro, lo scandalo dell’aeroporto di Fiumicino, Gladio, la “legittimazione al governo” del vecchio PCI, le principali tappe della politica estera italiana (specie quella filoaraba). Una vita dedicata alla politica, nella più vasta accezione del termine; un enigma al quale il saggio  DOSSIER ANDREOTTI di Mario Pacelli tenta di offrire nuove interpretazioni. 2013-05-06T115945Z_1079108975_GM1E9561JG001_RTRMADP_3_ITALY-ANDREOTTI-DEATH

L’occasione è stata la presentazione del breve pamphlet alla Libreria Orion Esposizioni di Via Milano a Roma, in cui sono intervenuti oltre all’autore anche Angelo Chiorazzo, Luigi Lotti e Luigi Zanda. “Ritengo che il personaggio Andreotti sia ancora tutto da studiare – ha detto Pacelli – e probabilmente è stato fin’ora troppo al centro delle polemiche che hanno evitato forse deliberatamente di prendere in esame la figura principale forse della vita politica italiana per più di mezzo secolo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti ma comunque una personalità di assoluto rilievo”. E di Andreotti si continuerà a parlare ancora per molto. Si conosce molto il politico ma forse poco l’uomo. C’è chi lo ha conosciuto personalmente trascorrendo ore ed ore a discutere con lui e porre interrogativi a cui l’uomo ed il politico non si sottraeva mai. “Un uomo straordinario – ha aggiunto Angelo Chiorazzo, suo amico intimo – un uomo di una semplicità ed umiltà enorme, un uomo che ha speso la sua vita per due sole cose: la costruzione dell’Europa e il dialogo con tutti i paesi del mondo ed in questo libro ci sono fatti sconosciuti che ce lo descrivono. I valori della generazione del Presidente Andreotti vanno ripresi perché l’Italia per uscire da questa drammatica crisi ha bisogno di far riferimento a quegli ideali che hanno fatto grande questo paese”.

andreotti4Dunque chi è Giulio Andreotti? È stato davvero un abile statista, un demonio, un santo? Luigi Lotti e Luigi Zanda ne tracciano alcuni tratti della sua complessa personalità. “E’ stato l’uomo politico più lungamente presente nella vita politica italiana e non solo – aggiunge Lotti – perché ha avuto la possibilità di vivere a lungo ma perché è riuscito ad interpretare la Democrazia Cristiana nel suo diverso svolgersi nel corso dei decenni più di altri esponenti, da quando ha cominciato da sottosegretario con De Gasperi e poi è rimasto sempre su posizioni eminenti, seppure non sempre di guida, anzi quasi mai di guida del partito ma di forte presenza e capacità di interpretare i motivi di fondo dell’esistenza della Democrazia Cristiana”. “Intanto si parla di un libro – commenta il senatore del PD, Luigi Zanda – di un libro e del suo autore, Mario Pacelli che scrive su Andreotti, ne scrive a pochissima distanza dalla scomparsa di Andreotti, è un libro di attualità e ha i pregi dell’attualità e naturalmente anche ne soffre. La personalità di Andreotti è stata così complessa, ha avuto una vita politica così densa, di incarichi e di fatti, che un giudizio su di lui potrà essere dato soltanto con il passare del tempo, ha bisogno di un’analisi storica che ancora probabilmente non è ancora cominciata”.

Nelle Conclusioni del libro l’autore scrive: Andreotti… Un personaggio dunque ancora da scoprire al di là degli schemi precostituiti, con i suoi pregi e difetti, con i suoi errori e le sue intenzioni. Di una sola cosa sembra non potersi comunque dubitare: fu profondamente italiano, della patria di Machiavelli e Guicciardini ma anche di Alberto Sordi e di Pippo Baudo.

Servizio di Domenico Lista

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