I lavoratori delle pompe funebri scendono in piazza contro il monopolio del “caro estinto”

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Un business quello del caro estinto, che va avanti dal 1992, e potrebbe portare al fallimento delle 500 aziende presenti nel territorio.

(Meridiana Notizie) Roma, 16 luglio 2013 – Un sit in singolare ma di certo effetto quello di stamani alla Regione Lazio. A protestare sono i lavoratori delle pompe funebri romane riunitisi per chiedere l’immediato intervento dell’amministrazione regionale nella regolamentazione di un settore monopolizzato da due società, la Taffo Srl e la Cattolica 200 Srl. Una mafia, quella denunciata dall’associazione Assifur e dal suo presidente Gianluca Fiori.caro estinto2

“A Roma vi sono circa 500 agenzie che danno lavoro a 5 persone ognuna per un totale di 2.500 persone ma a causa di questa mafia e di un ‘sistema’ che copre questa vergognosa situazione rischiamo di chiudere, con ricadute economiche e fiscali non indifferenti per l’intero tessuto sociale”, spiega Fiori. “Non solo le due società monopolizzano i servizi nei nosocomi romani, praticamente inaccessibili alle piccole agenzie ‘non protette’, ma creano una concorrenza sleale sui costi dei funerali. Un funerale costa mediamente per l’Agenzia delle Entrate circa 3.000, 3.200 euro ma i soggetti in questione riescono ad abbassarlo, di fatto svendendolo, fino al di sotto dei 1.000 euro. E’ un problema grosso, un cane che si morde la coda”, prosegue il presidente Fiori, “che ha come conseguenza probabile sia l’evasione fiscale sia una perdita della qualità del lavoro: gli operatori, infatti, sono costretti a tagliare i costi, riducendoli all’osso. Come operatori impegnati in molti casi da decenni in questo settore, assistiamo impotenti a chi specula sul dolore delle famiglie, emotivamente e psicologicamente coinvolte per la perdita dei propri cari”.

Un business quello del caro estinto, che va avanti dal 1992, e potrebbe portare al fallimento delle 500 aziende presenti nel territorio con la consequenziale perdita di 2500 posti di lavoro.

“E’ un problema estremamente serio per il quale adesso, in attesa che vengano dettate le Linee guida a regolamentare il settore, dopo la sentenza del Tar del 2011 che ha accolto il ricorso dell’ospedale San Filippo Neri ed una sentenza del Consiglio di Stato del settembre del 2012 che ha confermato la giusta partecipazione agli appalti per le imprese funebri, contrariamente al resto d’Italia, chiediamo l’intervento immediato e diretto della Regione Lazio: servono risposte seduta stante”, sottolinea il presidente Fiori. “Il tempo dell’attesa è finito! Siamo a un punto di non ritorno: difficile uscirne indenni. Vogliamo lavorare legalmente per il rispetto dei dolenti e per garantire una vita dignitosa ai nostri figli o dobbiamo metterci il passamontagna?. Qualora non ottenessimo risposte soddisfacenti, saremo costretti ad una occupazione delle camere mortuarie degli ospedali romani per dare un segnale forte alle istituzioni”, conclude.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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