In 17 gestivano lo spaccio di droga nei luoghi della movida romana. Sequestrati 120kg di stupefacenti

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Nel corso dell’operazione, denominata convenzionalmente “Cinu”, sono state eseguite 22 perquisizioni locali e domiciliari, con l’ausilio di unità cinofile, presso gli immobili nella disponibilità degli indagati e di alcuni acquirenti.

(MeridianaNotizie) Roma, 24 luglio 2013 – Avrebbe fruttato oltre un milione di euro lo stupefacente sequestrato al gruppo di spacciatori sgominato dai Carabinieri con 17 arresti. Il giro di affari di un singolo spacciatore al minuto, sulla base dei dati acquisiti nel corso dei numerosi servizi di controllo alla cosiddetta movida notturna, era mediamente di 500 euro a notte. Di particolare interesse è il ruolo svolto dalle donne attualmente indagate, le quali si occupavano, essendo incensurate, di prendere in affitto sia i garage dove occultare le autovetture utilizzate per il trasporto della droga, che gli appartamenti dove alloggiavano gli uomini che si occupavano del trasporto dello stupefacente e del successivo smistamento. Nel corso dell’operazione, denominata convenzionalmente “Cinu”, sono state eseguite 22 perquisizioni locali e domiciliari, con l’ausilio di unità cinofile, presso gli immobili nella disponibilità degli indagati e di alcuni acquirenti. In particolare grazie alle indagini è stato possibile disarticolare una pericolosa organizzazione criminale operante su Roma e Provincia, per lo più composta da cittadini albanesi, che grazie ai contatti con i canali di traffico internazionale della droga, era riuscita a creare e gestire un vasto canale di approvvigionamento dello stupefacente che riforniva una grossa fetta del mercato dello spaccio su Roma. SPACCIO-MOVIDA2

Nello specifico, la droga veniva importata in Italia dall’Albania o dalla Grecia per poi essere trasportata a Roma all’interno di autovetture, che venivano poi occultate o all’interno di box auto presi in affitto da cittadine romene o da prestanome oppure parcheggiate sulla pubblica via a qualche isolato di distanza dal domicilio degli indagati al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine. La cessione dello stupefacente veniva gestita in due fasi: una prima fase affidata ai “grossisti”, ai quali venivano consegnati circa 2-5 Kg di stupefacente, che rivendevano a loro volta agli spacciatori al minuto; una seconda fase gestita da diversi spacciatori al dettaglio, di nazionalità anche Nord Africana, che si occupava della vendita dello stupefacente nelle zone della movida romana (Campo De Fiori, Testaccio, Pigneto, San Lorenzo, Ponte Sisto e piazza Trilussa). Una dose di stupefacente (gr. 1 di marijuana) veniva venduta approssimativamente al prezzo di 10 Euro, che poteva variare in base alla disponibilità e al giorno della settimana. Per i clienti abituali era previsto un canale preferenziale grazie al quale gli acquirenti potevano prenotare la droga telefonicamente.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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