Irpinia, bus precipita in una scarpata. Tragico il bilancio: 24 vittime e 38 feriti

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La Polstrada precisa che sul luogo dello schianto non ci sono segni di frenata: il mezzo secondo una prima ricostruzione si e’ trascinato lungo una barriera di cemento ed ha poi sfondato il guardrail finendo nella scarpata.

(MeridianaNotizie) Roma, 29 luglio 2013 – E’ pesantissimo il bilancio dello schianto di un bus di amici in gita precipitato da un viadotto dell’A16 a Monteforte Irpino: quello dato dal prefetto di Avellino, Umberto Guidato, è di 38 morti (ma le vittime sarebbero 39, invece, per il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi) e 10 feriti, tra cui 6 bambini, alcuni in condizioni molto gravi. Non ci sarebbero dunque dispersi. A questi vanno aggiunti 14 feriti lievi tra gli occupanti di sei auto urtate dal bus prima di finire nella scarpata. Quello che resta da chiarire é la dinamica dell’incidente: per alcuni testimoni il bus avrebbe sterzato per evitare auto incolonnate nei pressi di un cantiere, per altri sarebbe scoppiata una gomma. Ma la Polstrada precisa che sul luogo dello schianto non ci sono segni di frenata: il mezzo secondo una prima ricostruzione si e’ trascinato lungo una barriera di cemento ed ha poi sfondato il guardrail finendo nella scarpata. La procura di Avellino ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e l’indagine sarà “a tutto campo”: gli accertamenti giudiziari saranno finalizzati a far luce non solo su eventuali responsabilità dell’autista, che è morto nell’incidente e sul corpo del quale sarà eseguita l’autopsia in giornata per stabilire se é stato vittima di un malore, ma anche sulle condizioni tecniche del pullman che aveva superato la revisione annuale a marzo scorso come annunciato dal ministro Lupi alla trasmissione ‘Start’ su Rai RadioUno. Inoltre, sarà verificato il corretto segnalamento dei cantieri autostradali presenti nella zona. L’inchiesta potrà poi riguardare anche la qualità tecnica della barriera di protezione che è stata abbattuta dall’autobus. Intanto i rottami del bus sono stati rimossi e trasferiti in un Centro demolizione. Le bare delle vittime sono state allineate nella scuola di Monteforte Irpino, dove é già cominciato lo strazio del riconoscimento da parte dei parenti. Erano tutti amici con la passione delle gite. Incidente bus Monteforte Irpino (8)-2Ad organizzarla, “come sempre”, raccontano i parenti, era stato Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli (Napoli) che, neanche un mese fa, aveva compiuto 40 anni e che è fra le vittime dell’incidente. “Gli avevamo organizzato una festa a sorpresa – racconta Anna Caiazzo, che lavorava con lui – era la sua passione organizzare gite. Fra dieci giorni dovevamo partire per la Croazia, tutti insieme, come sempre”. “E’ un giorno triste, non ci sono parole”, ha detto il presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta commentando lo schianto di Monteforte Irpino. Letta, in missione in Grecia, in segno di lutto ha annullato una visita privata prevista per oggi all’Acropoli di Atene. Cordoglio é stato espresso anche dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, “ci inchiniamo alle vittime”, e dal ministro per la pubblica amministrazione Giampiero D’Alia che ha sottolineato come sia necessario “accertare la verità”. Cordoglio anche dal ministro della Difesa, Mario Mauro. Nessuno dei genitori dei cinque piccoli coinvolti nel tragico incidente è al capezzale dei propri figli. A confermarlo è il direttore medico di presidio dell’ospedale pediatrico Santobono Carlo Maranelli. Potrebbero essere ricoverati in qualche ospedale tra Napoli, Salerno e Avellino oppure figurano tra le vittime. A forte velocita’ e senza porta – L’autobus precipitato e’ giunto sul luogo dell’incidente a forte velocita’ e con la porta anteriore aperta o mancante, forse a causa di un precedente contatto. E’ quanto avrebbe affermato, secondo quanto appreso dall’ANSA, l’operatore che, circa un chilometro prima, segnalava rallentamenti sull’autostrada. – L’autobus e’ precipitato dal viadotto Acqualonga, al km 32 e 600 dell’A16, intorno alle 20.30: verso le 19 dei rallentamenti avevano cominciato a formarsi al km 28, in direzione Napoli. Questi rallentamenti vengono segnalati su tre pannelli (fino a 40 km prima) e da un operatore a terra, che sbandiera e si trova a circa un chilometro e 100 metri dal punto in cui e’ avvenuto l’incidente, con tutti i dispositivi del mezzo di servizio accesi. E’ questo operatore a dire di aver visto avvicinarsi il pullman a forte velocità e con la porta anteriore aperta, o forse mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il margine destro dell’autostrada.

Parti del sistema di trasmissione dell’autobus sono state trovate a terra oltre un chilometro prima del luogo dove e’ precipitato e questo, sottolineano all’ANSA fonti vicine all’inchiesta, rende molto probabile che il mezzo fosse già danneggiato mentre percorreva un tratto in forte pendenza. L’autista dell’autobus avrebbe tentato di limitarne la velocità, non avendo più il controllo del mezzo, appoggiando il veicolo sulla barriera laterale destra già centinaia di metri prima del luogo da dove é precipitato, senza pero’ riuscirci in modo significativo. E’ quanto apprende l’ANSA da fonti qualificate. La Procura della Repubblica di Avellino ha sequestrato le immagini dell’incidente. Le immagini sono state riprese da telecamere fisse della società Autostrade per l’Italia dislocate lungo il percorso autostradale. Si svolgeranno domani i funerali delle 38 vittime. Lo conferma Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli. I funerali si svolgeranno al Palasport di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, alle 9.30. Nel pomeriggio di oggi ci sarà il trasferimento delle salme. Polstrada, non escludiamo nessuna ipotesi – ”Entro oggi cercheremo di restituire le vittime alle proprie famiglie”. Lo dice, alla camera ardente di Monteforte Irpino (Avellino), Salvatore Imparato, responsabile della Polstrada di Avellino. Sulle cause che hanno potuto determinare il gravissimo incidente, non si sbilancia: ”una gomma esplosa? al momento non si può escludere nessuna ipotesi. La ricostruzione della dinamica è una vera e propria attività di indagine che inizieremo dopo la restituzione dei corpi”. Il premier Enrico Letta si recherà domani mattina sul luogo della strage del bus in Irpinia, secondo quanto si apprende da fonti di governo. Napolitano, inaccettabile sciagura – “Questa inaccettabile sciagura richiama tutti, istituzioni e cittadini, ad un più tenace impegno per la sicurezza stradale e impone ogni iniziativa utile a ridurre i fattori di rischio”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio bus-irpinia12inviato al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. “Profondamente addolorato dal drammatico bilancio dell’incidente stradale verificatosi nella serata di ieri lungo l’autostrada A16, in provincia di Avellino, esprimo sentimenti di commossa ed affettuosa vicinanza al dolore delle famiglie delle vittime e rivolgo ai feriti gli auguri di una pronta guarigione”, scrive Napolitano. “Desidero inoltre manifestare alle comunità colpite, in particolare a quella di Pozzuoli, la partecipe solidarietà dell’intero Paese. Questa inaccettabile sciagura richiama tutti, istituzioni e cittadini, ad un più tenace impegno per la sicurezza stradale e impone ogni iniziativa utile a ridurre i fattori di rischio. Agli interventi di adeguamento e manutenzione delle reti stradali e alle indispensabili attività di controllo e repressione deve affiancarsi una rinnovata consapevolezza di chi guida: il più scrupoloso e responsabile rispetto del codice della strada è essenziale per tutelare noi stessi, i nostri cari e il prossimo”, conclude il capo dello Stato. Lo rende noto un comunicato del Quirinale. Barroso, profondamente rattristato – Il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso esprime ”cordoglio”, per l’incidente dell’autobus precipitato in una scarpata sulla A16. ”Sono profondamente rattristato dalla notizia”, scrive Barroso in una lettera, manifestando il suo ”più sentito e sincero cordoglio” e la ”più accorata partecipazione”. ”A nome mio e della Commissione europea – conclude – esprimo la nostra piena solidarietà alle famiglie delle vittime e gli auguri di pronta guarigione ai feriti. Vescovo, parole inadeguate, ora vicinanza – ”Tutte le parole sono inadeguate. L’unica cosa che serve in questo momento è il silenzio, la preghiera e la condivisione, stare vicino alle persone con gesti concreti, far sentire la nostra solidarietà. Tutto il resto è inutile”. Così il vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella che alla camera ardente di Monteforte Irpino (Avellino) ha voluto benedire le salme e assicurare il suo abbraccio ai parenti delle vittime. Pozzuoli ha subito per intera questa tragedia visto che conta 37 vittime su 38.

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