Omicidio Righini, CC di Anzio arrestano i cinque complici di Vernile per favoreggiamento

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L’attività investigativa ha consentito di ricostruire i contorni della vicenda e di accertare, a carico dei cinque indagati, la complicità sulla fuga e sulla clandestinità di Vernile.

(MeridianaNotizie) Roma, 15 luglio 2013 – Con un’ordinanza applicativa di cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di favoreggiamento, i Carabinieri della Compagnia di Anzio hanno chiuso il cerchio sull’omicidio del 23enne Daniele Righini e sul tentato omicidio del 22enne Massimiliano Cencioni, per mano di Matteo Vernile, 23enne pregiudicato di Anzio. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri a scatenare la furia omicida del Vernile, la sera dello scorso 28 maggio, ci sarebbero  motivazioni del tutto futili, forse una parola o uno sguardo di troppo rivolti dalle vittime alla sua nuova fidanzata.

“Il Vernile conosceva a stento le due vittime, con le quali si era incontrato poco prima insieme alla nuova fiamma, che invece era loro amica. Dalla ricostruzione effettuata sembrerebbe che al rifiuto della ragazza di andare via con i due amici è bastato un niente per scatenare l’ira dell’omicida che, senza pensarci, ha estratto la pistola che nascondeva sotto la maglietta ed ha sparato a bruciapelo prima a Righini, che si trovava al lato giuda, e subito dopo al Cencioni che era al suo fianco”, ha spiegato il Capitano Ugo Floccher, comandante della Compagnia Cc di Anzio. La complessa attività investigativa ha consentito da un lato di ricostruire in modo dettagliato i contorni della vicenda e, dall’altro, di accertare a carico dei nuovi cinque indagati, tra cui proprio la ragazza, chiare responsabilità su come abbiano coperto la fuga e la clandestinità di Vernile attivando una catena logistica che ha consentito all’omicida, subito dopo il delitto, di raggiungere Magione, la cittadina in provincia di Perugia dove, il 12 giugno scorso, è stato però individuato e arrestato.    omicidio-anzio

L’attività investigativa, che si è basata su una minuziosa attività di tipo tradizionale incentrata sui servizi di osservazione, controllo e pedinamento e su un’oculata attività informativa, si è avvalsa anche dell’ausilio di attività tecnica attraverso la quale si è riusciti a ricostruire in modo chiaro la triste vicenda. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno avuto modo di imbattersi in un gruppo di giovani violento e senza alcune remore nell’avere nella propria disponibilità un arma da poter utilizzare all’occorrenza. Ragazzi dall’atteggiamento spavaldo ed insofferente alle regole che, ispirandosi in qualche modo a personaggi di romanzi, sono pronti ad intraprendere una discussione, con la minaccia anche delle armi, per questioni di poco conto e non sempre legate ad attività illegali.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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