Rogo Liceo Socrate, studenti e autorità si chiedono perché. Smeriglio: no a lavori forzati per i colpevoli

1

GUARDA IL VIDEO

Il vicepresidente: “Non dobbiamo pensare che tutto si risolva con pene severe o con il risarcimento economico”rogo liceo socrate-smeriglio

(MeridianaNotizie) Roma, 25 luglio 2013 – Una birichinata, che tanto puerile non è, che coinvolge tutti e che ci pone seri interrogativi sulla società, sulla scuola e sui ragazzi. Questo è la riflessione che studenti, professori e autorità fanno, dopo il rogo che la notte tra il 12 e il 13 luglio ha danneggiato il Liceo Socrate con danni che si aggirano intorno ai 700 mila euro, nel corso del dibattito organizzato alla “Casetta Rossa“. I colpevoli, quattro studenti di cui due minorenni si sono costituiti dichiarando di “aver agito per vendicarsi delle bocciature. Avevamo deciso di incendiare qualche banco Abbiamo appiccato il fuoco e non immaginavamo che le fiamme potessero estendersi’.

Un errore insomma che nasconde però comportamenti distruttivi incontrollabili e incontrollati da cui tutti gli studenti del liceo prendono le distanze e attorno ai quali gli adulti si interrogano. “Ci deve essere un percorso che riguarda i quattro ragazzi responsabili ma riguarda ognuno di noi, ognuno per la propria parte e con il proprio compito. Non dobbiamo eccedere in questa vicenda nella dimensione del consumare semplicemente quello che e’ accaduto e non dobbiamo pensare che tutto si risolve con i lavori forzati o con il risarcimento economico” ha commentato il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. A tutela della scuola e dei ragazzi che hanno appiccato l’incendio si schiera anche il presidente del Municipio Andrea Catarci. Studenti e professori sono uniti nel voler proseguire l’attività e soprattutto nel tutelare l’immagine di una scuola da sempre aperta al dialogo e al confronto.

Il servizio di Luisa Deiola

Altre videonews su Cronaca:

1070 automezzi e 2500 risorse umane, da Anas la task force per l’estate

William e Kate annunciano il nome del Royal: George Alexander Louis

Gmg: dall’ospedale Sao Francisco d’Assis il no di Papa Francesco alla liberalizzazione delle droghe

Print Friendly, PDF & Email
Share.