Sciopero benzinai, gestori contro le grandi compagnie petrolifere: stop ai rincari

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Continuano gli aumenti: in alcune aree del Paese i rincari portano la “verde” a quota 1,877 euro/litro.

(Meridiana Notizie) Roma, 16 luglio 2013 – Pompe di benzina vuote lungo tutte le tratte autostradali, tangenziali e raccordi compresi, dalle 22 di domani fino alle 6 del 19 luglio. E’ stato confermato lo sciopero dei benzinai nelle aree di servizio delle maggiori arterie di tutto il paese. Lo annunciano Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio in una nota, spiegando che il Governo è stato “indifferente” alle denunce dei gestori. area-sosta-autostrada

“Solo assoluta indifferenza – spiegano le tre sigle dei gestori nella nota congiunta – Nessun intervento per esercitare le prerogative istituzionali indirizzate a garantire il rispetto delle leggi e degli accordi formalmente sottoscritti. Nessuna attività di mediazione fra le parti per impedire un vero e proprio ‘olocausto economico’ perpetrato ai danni di centinaia di imprese di gestione e di oltre 6.000 lavoratori cui viene violentemente sottratto reddito e posto di lavoro”. Il Ministero delle sviluppo economico, proseguono, “rimane, a giudicare dai comportamenti finora assunti, intenzionalmente inerte, confidando – con una alleanza incomprensibile e innaturale – che la manifestazione di sciopero proclamata per le prossime ore possa essere fisicamente contrastata dalle potenti ‘controparti’ dei gestori: petrolieri e concessionari autostradali”. I gestori evidenziano inoltre come “la Commissione di Garanzia sullo sciopero – che nella normalità dovrebbe intervenire sugli scioperanti – ha invece appena fatto sapere di voler convocare le compagnie petrolifere e i concessionari autostradali. Una iniziativa – indipendentemente dagli esiti cui potrà giungere, nei limiti delle facoltà delineate dalla legge istitutiva – per la quale la categoria intende esprimere immediatamente il suo profondo apprezzamento”. “Anche grazie al conforto di una tale iniziativa – concludono -, le organizzazioni di categoria insistono nel chiedere pressantemente al Governo, nella sua collegialità e in particolare alla Presidenza del Consiglio, una piena assunzione di responsabilità“.

Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha disposto un richiamo ai petrolieri per quanto riguarda l’aumento dei prezzi dei carburanti. Lo ha detto a Piossasco a margine dell’inaugurazione dei lavori del nuovo elettrodotto Italia-Francia. Zanonato ha anche annunciato un piano per evitare gli aumenti.

“Il rincaro è prevalentemente dovuto ad un aumento del greggio e della domanda – ha detto Zanonato – e per questo i petrolieri aumentano il prezzo. Ma lo stacco, cioè la differenza tra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, è minimo. Ho comunque già disposto un richiamo ai petrolieri chiedendo loro di tenere conto della situazione del nostro Paese. Oggi ne ho parlato casualmente con un petroliere. Stiamo predisponendo un richiamo perché non ci siano aumenti”.

L’Autorità Garante per gli scioperi ha convocato per mercoledì pomeriggio le compagnie petrolifere (Eni, Shell, Q8, Api, Tamoil, TotalErg, Esso) e il concessionario Autostrade nel tentativo di riattivare la trattativa con i sindacati dei benzinai.

L’incontro, spiegano le fonti, non servirà a scongiurare lo sciopero proclamato dai benzinai (peraltro conformemente alla legge) sulle tratte autostradali a partire dalla serata di domani, ma ad individuare possibili margini per riaprire il dialogo tra le parti.

Tuttavia continuano gli aumenti oggi e nel fine settimana sui prezzi dei carburanti, mentre i mercati internazionali non danno tregua. Le medie nazionali della benzina e del diesel sono rispettivamente a 1,836 e 1,739 euro/litro (Gpl a 0,789). Per la ‘verde’ punte in alcune aree del Paese al livello di inizio 2013, ovvero 1,877 euro/litro.

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