XVI Rapporto sulla filiera del Tabacco: PAC e commercio illecito ne minacciano la tenuta

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Il Rapporto evidenzia come la tenuta della filiera sia minacciata dalla recessione economica, dalla sostituzione di prodotti più convenienti ma, soprattutto, dal dilagare del commercio illecito di prodotti da fumo.

(MeridianaNotizie) Roma, 31 luglio 2013 – Le nuove regolamentazioni relative al settore del tabacco in questi giorni in discussione a Bruxelles, rischiano di provocare seri danni alla filiera italiana. E’ quanto emerge dal XVI Rapporto sulla filiera del Tabacco in Italia presentato da Nomisma. Il settore del tabacco in Italia esprime valori positivi sia riguardo all’occupazione, con c.a. 190 mila addetti, sia per le entrate fiscali facendo incassare allo Stato, nel 2012, oltre 14 miliardi di euro. “Nell’ultimo anno le superfici coltivate a tabacco nel nostro Paese sono di un terzo in meno rispetto al 2001 e, contestualmente, la produzione è scesa del 27%. Le vendite, dal canto loro, sono scese dell’8%”, ha spiegato Denis Pantini, direttore Area Agroalimentare di Nomisma.     tabacco

Il Rapporto ha tuttavia evidenziato come la tenuta della filiera sia minacciata dalla recessione economica, dall’incremento dell’Iva, dalla sostituzione di prodotti più convenienti ma, soprattutto, dal dilagare del commercio illecito di prodotti da fumo, arrivato a quasi il 10% del mercato legale provocando un mancato gettito per lo Stato di oltre 1 miliardo di euro. Ma la riforma della PAC e la revisione della ‘Direttiva sui Prodotti del Tabacco’ rischiano di accentuare queste tendenze già in atto nella filiera. “Per il tabacco la Pac è estremamente penalizzante perché non dà a questo prodotto la possibilità di beneficiare delle stesse misure previste per altre coltivazioni”, ha affermato Luigi Auriemma, Ad di ONT Italia. Riguardo alla ‘Direttiva’ la proposta della Commissione Europea interessa vari ambiti: dall’utilizzo degli ingredienti all’etichettatura e al confezionamento dei prodotti da fumo. E mentre il Consiglio dei Ministri UE ha già trovato un accordo sul testo, al Parlamento la discussione è ancora aperta e il voto è previsto per il prossimo 10 settembre.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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