Rapporto Fedelcuture, Roma indietro rispetto a capitali europee. Marino: “cultura motore dell’economia”

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(Meridiananotizie) Roma, 1 luglio 2013 – L’Italia sprofonda in un tunnel e sta rinunciando alla propria vocazione artistica e culturale sulla quale fin da sempre si fonda l’identità e lo sviluppo dell’intero Paese, questo quanto emerge dal rapporto annuale di Federculture, presentato in Campidoglio, al quale hanno partecipato tra gli altri il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo,  Massimo Bray e quello del Lavoro  e delle Politiche sociali Enrico Giovannini. federculture2

Per Federculture serve una strategia, riforme profonde, a partire dall’apparato pubblico, uscire da criteri di straordinarietà ed emergenza, avviare nuovi processi di programmazione e realizzare interventi attesi da anni, come ha sottolineato Roberto Grossi, presidente di Federculture. “I monumenti simbolo sono i nostri migliori biglietti da visita agli occhi del mondo intero. Negli ultimi cinque anni il bilancio del ministero dei Beni culturali si è ridotto di due terzi. Occorre fare ripartire le assunzioni”, ha sottolineato il ministro Bray.

Stesso discorso per la nostra Capitale: Roma, con 46 siti culturali statali tra musei, monumenti e aree archeologiche, circa 16 siti non statali, per un totale di 200 luoghi d’interesse culturale oltre a 157 teatri, migliaia di beni archeologici e architettonici vincolati, centinaia di biblioteche, ville e parchi storici e l’intero centro cittadino censito nel patrimonio mondiale dell’Unesco è il polo culturale con assoluta primazia a livello nazionale. Ma se si valutano le performance dei nostri siti nel contesto internazionale, la Capitale è indietro rispetto alle grandi città Europee. Ad evidenziarlo è il primo cittadino capitolino, Ignazio Marino.

Il servizio di Mariacristina Massaro

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