Sanità, industria farmaceutica innovatrice in ricerca e sviluppo. Lorenzin: “Ridisegnare ruolo delle farmacie”

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(MeridianaNotizie) Roma, 03 luglio 2013 – Siglare un Patto di Stabilità di tre anni senza modifiche del quadro normativo, assicurare un rapido accesso ai nuovi farmaci e vaccini, superare la frammentazione regionale in Sanità, rendere compatibili politiche sanitarie e crescita industriale del Paese, queste alcune delle proposte a costo zero per lo Stato presentate durante l’assemblea di Farmindustria dal presidente Massimo Scaccabarozzi. “Con la sua capacità di produrre ed innovare – ha dichiarato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi – l’industria farmaceutica italiana è una leva importante di sviluppo e come tale dovrebbe essere considerata”.

L’industria farmaceutica in Italia è il primo settore manifatturiero per competitività, produttività e intensità di R&S (le imprese del farmaco finanziano oltre il 90% della ricerca farmaceutica), mentre in Europa è seconda solo alla Germania per valore della produzione, alimentando quotidianamente la qfarmindustriaualità della salute con terapie innovative e con la prevenzione. “Dobbiamo realizzare le condizioni affinché l’industria farmaceutica rimanga in Italia”, ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Abbiamo anche iniziato a lavorare sul Patto della salute, la bozza è pronta – ha continuato il ministro – ora dovrò confrontarmi con il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni. All’interno del patto, inoltre, bisognerà lavorare su un piano di deospitalizzazione, incentivando la creazione di poli ambulatori sul territorio e ridisegnare il ruolo delle farmacie”.

Nello specifico il Lazio, con 14mila addetti ed altri 5000 nell’indotto si configura come la seconda regione “farmaceutica” per numero di addetti e prima per export con un peso del 36% sul totale della Regione. Oltre 1000 sono gli addetti in ricerca e sviluppo, in particolare nelle biotecnologie, con significative collaborazioni con i poli di eccellenza pubblici a partire dall’Istituto Superiore di Sanità. “Vogliamo riformare la Sanità del Lazio dando inizio ad una stagione nuova che chiuda la fase storica dei tagli. Abbiamo proposto di aprire un tavolo affinché, entro fine anno, si lavori ad un accordo di programma tra industrie farmaceutiche, università e poli della ricerca, perché il Lazio accolga questo immenso patrimonio produttivo e di investimenti che spesso non lavora insieme e, se lo fa, è in virtù dello spontaneismo dei protagonisti. La Regione invece vuole essere il mediatore, il curatore e il promotore di un rapporto più organico”,  ha dichiarato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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