Processo Mediaset, confermate condanne a Berlusconi ma l’interdizione è da riformulare

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Rinviata alla Corte d’Appello di Milano invece la determinazione dell’interdizione dai pubblici uffici. La corte d’Appello di Milano dovrà essere dunque riconvocata  ma solo per definire una nuova durata dell’interdizione dei pubblici uffici

(MeridianaNotizie) Roma, 1 agosto 2013 – Condannato! La Cassazione ha letto la sentenza alle 19:45 di una lunga giornata di attesa confermando la condanna per l’ex premier Silvio Berlusconi a 4 anni di carcere.  tre dei quali coperti dall’indulto e i 365 giorni rimanenti da scontare non dietro le sbarre per motivi legati all’età. I giudici della sezione feriale della suprema corte hanno così deciso di confermare la sentenza emessa  l’8 maggio scorso dalla Corte d’Appello di Milano nell’ambito del processo Mediaset in cui il Cavaliere era accusato di frode fiscale. I giudici della Suprema Corte, dopo circa sette ore di camera di consiglio, hanno dunque avallato il doppio pronunciamento con cui il patron dell’azienda del Biscione è stato ritenuto il deus ex machina dell’azienda e, in quanto tale, il responsabile e l‘ideatore del sistema di frode fiscale legato all’acquisizione di diritti tv dagli Stati Uniti. Confermata anche la condanna degli altri imputati.Una condanna, quella dei 4 anni definita applicabile ed eseguibile. Rinviata alla Corte d’Appello di Milano invece la determinazione dell’interdizione dai pubblici uffici. La corte d’Appello di Milano dovrà essere dunque riconvocata (in una diversa sezione rispetto a quella che si è espressa due mesi fa) ma solo per definire una nuova durata dell’interdizione dei pubblici uffici, sostanzialmente dell’impossibilità di fare ancora politica attiva, che in prima istanza era stata determinata in 5 anni. La decisione dei giudici era stata in qualche modo preannunciata e lo stesso pg aveva fatto notare l’anomalia dei 5 anni inflitti in secondo grado, perché per questo tipo di reato la pena accessoria prevede un periodo che varia da uno a tre anni. condanna-berlusconi1

Un piccolo boato di esultanza si è levato dal gruppetto di sostenitori di Silvio Berlusconi che hanno appreso in diretta la sentenza della Corte di Cassazione per il processo Mediaset. Dietro le transenne di piazza del Gesù i manifestanti gridano «Silvio-Silvio». Ieri si è concluso il dibattimento in aula, con le arringhe degli avvocati difensori. La difesa di Berlusconi ha chiesto l’annullamento della sentenza. Queste le parole dell’avvocato Franco Coppi: “Il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante”. “Nessuna prova è stata raccolta – ha aggiunto l’avvocato – su ingerenze di Berlusconi nella gestione di Mediaset dal ’95 ad oggi”. “Tutta la sentenza d’appello – ha sottolineato Coppi – muove da un pregiudizio”. “Il pregiudizio – ha spiegato il legale – è che ci sia un meccanismo truffaldino ideato negli anni ’80; che sia stato ideato da Berlusconi”. In subordine il difensore del Cavaliere ha invocato la rimodulazione del reato di frode fiscale in “dichiarazione fraudolenta per uso di fatture” o in uno ancora meno grave: “dichiarazione infedele dei redditi”.

”Ora bisogna vedere chi si dimette dei ministri del Pdl, immagino che una come la Biancofiore si dimetterà”. Lo dice Guido Crosetto, ex Pdl ora passato a Fratelli d’Italia a Sky Tg24 dopo aver ascoltato la sentenza della Corte di Cassazione su Mediaset.La condanna di Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere e il rinvio per l’interdizione dai pubblici uffici è la breaking news di tutti i media mondiali. Dalla Bbc a Skynews, ai francesi Le Monde e Le Figaro, la notizia apre i siti dei maggiori quotidiani e tv internazionali.

Ora per Berlusconi rimane la scelta tra i lavori socialmente utili o gli arresti domiciliari.

Il servizio di Cristina Pantaleoni

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