Processo Mediaset, l’ira del Cavaliere in un videomessaggio. “Accanimento mai visto, rimetterò in campo Forza Italia”

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Silvio Berlusconi commenta la sentenza in un videomessaggio al Tg4. Nessuna dichiarazione sulla tenuta del governo.

(MeridianaNotizie) Roma, 2 agosto 2013 – Confermata la condanna penale a 4 anni di reclusione (3 condonati) ai danni di Silvio Berlusconi, mentre resta da rideterminare l’interdizione. Lo ha deciso la Corte di Cassazione dopo oltre 7 ore di camera di consiglio. La Corte ha inoltre rigettato i ricorsi di Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama, coimputati di Berlusconi nel processo Mediaset. Nei loro confronti, dunque, la sentenza di condanna d’Appello diventa definitiva. Una sentenza travagliata che ha generato numeroseberlu condannato 2 ripercussioni nel panorama politico italiano. Un secondo processo in Corte di Appello a Milano, previsto ad autunno, definirà invece gli anni d’interdizione. Perciò Berlusconi resterà senatore ancora per alcuni mesi. Immediate le reazioni dei maggiori esponenti del Pdl. “Oggi mi vergogno di essere italiana” ha dichiarato Daniela Santanchè questa mattina durante il programma Omnibus.

Il Cavaliere, scioccato dall’esito della sentenza, ha criticato duramente la magistratura durante un videomessaggio al Tg4. L’ex premier non ha usato mezzi termini e si dichiara vittima ancora una volta di un accanimento giudiziario, sviluppatosi con oltre 50 processi dal 1994 ad oggi. “Dal 1992 al 1993 c’è stata un’azione fuorviante da parte dell’organo di giurisdizione, che ha preteso di assurgere un ruolo di rinnovamento morale in nome di una presunta innovazione etica. La sentenza mi rende sempre più convinto dell’irresponsabilità di una parte della magistratura”. Silvio Berlusconi intende rimettere in campo Forza Italia.  “Chiederemo agli italiani di darci quella maggioranza che è indispensabile per modernizzare il Paese, per fare le riforme a partire dalla più indispensabile di tutte che è la riforma della giustizia”. L’ex premier non si è espresso invece sulla questione della tenuta del governo. La tensione resta quindi alle stelle anche se da voci di corridoio trapela che il leader del Pdl non voglia mettere in pericolo la stabilità del governo. Lo scettro del potere passa quindi al Pd che dovrà prendere in fretta una decisione in una difficile fase precongressuale. Giorgio Napolitano mette un freno all’ala più estremista del Pdl sul punto di insorgere, congratulandosi con  la Cassazione per il lavoro svolto. “Il clima di serenità e coesione deve continuare” ha dichiarato il Presidente della Repubblica.

Il servizio di Simona Berterame

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