Governo, Alfano chiede a Pd di votare no a decadenza Berlusconi

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“Noi chiediamo molto chiaramente che il Pd rifletta, astraendosi dalla storica inimicizia di questi ultimi venti anni e rifletta sulla opportunità di votare no alla decadenza del presidente” Silvio Berlusconi. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano appena giunto al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

(MeridianaNotizie) Rimini, 22 agosto 2013 – (Fonte Reuters) Il vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano, all’indomani dell’incontro con il presidente del Consiglio Enrico Letta, ha aumentato il pressing sul Partito democratico chiedendogli di votare contro la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, quando la questione arriverà all’ordine del giorno di Palazzo Madama a settembre. Ma non ha voluto dire nulla sulle minacce di dimissioni dei ministri del Pdl e dice che se ci potrebbe essere una crisi del governo Letta “lo scopriremo solo vivendo”. Alfano cerca anche di gettare acqua sul fuoco delle polemiche con il capo dello Stato Giorgio Napolitano dicendo che il Quirinale “sulla questione della decadenza non c’entra nulla”, dopo le polemiche dei giorni scorsi da parte dei “falchi” del Pdl contro il messaggio del presidente della Repubblica. “Chiediamo molto chiaramente che il Pd, astraendosi dalla storica inimicizia di questi 20 anni, rifletta sulla opportunità di votare no alla decadenza del presidente Berlusconi. Questo giudizio preventivo del Pd ci preoccupa molto”, ha detto Alfano ai giornalisti a margine del Meeting di Comunione e Liberazione. Alfano ha anche aggiunto che oggi pomeriggio, dopo il suo intervento a Rimini, incontrerà a Milano Berlusconi. Intanto una nota del Quirinale ha informato che stamani il presidente della Repubblica ha incontrato il presidente del Consiglio Letta, ma senza dare indicazioni sul contenuto dell’incontro. alfano a rimini

CON LETTA IERI SERA INCONTRO “NETTO E CHIARO”

Alfano ha anche fatto riferimento all’incontro avuto ieri sera con Letta a Roma, del quale i giornali parlano di un confronto duro e di scontro nel governo che preannuncia una possibile crisi nelle prossime settimane. “Con il presidente Letta c’è stata una discussione molto netta e molto chiara. Questo non significa che alla fine la pensiamo allo stesso modo su alcune vicende”, ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno. “Io dico con chiarezza che il Pdl non chiede al Pd un voto in favore del presidente Berlusconi, ma con altrettanta forza dico che il Pd non deve dare un voto contra personam, contro il loro nemico storico. Noi chiediamo che il tema della decadenza in commissione al Senato sia affrontato come se riguardasse un senatore. Noi chiediamo che il Pd approfondisca la questione giuridica”, ha aggiunto.

BERLUSCONI CON CONDANNA “C’ENTRA COME LO SBARCO SULLA LUNA”

alfano a rimini1“Noi riteniamo dal punto di vista politico che il presidente Berlusconi con questa condanna c’entri come lo sbarco sulla luna. Noi non chiediamo al Pd di fare propria questa valutazione ma di tenere presente che è di milioni di altri cittadini”, ha poi detto Alfano attorniato da giornalisti, telecamere e fotografi appena giunto al Meeting di Rimini. Nel corso del suo intervento sul tema delle carceri Alfano, pur senza mai nominare Berlusconi, ha fatto una ardita metafora: “L’esempio del processo a Gesù Cristo evidenzia l’esigenza di un giusto processo e dei limiti della giustizia popolare”, ricevendo un timido accenno di applauso dalle prime file e un po’ di sconcerto dal resto della platea.

IL PD RIBADISCE LA SUA INTENZIONE DI VOTARE LA DECADENZA

L’invito di Alfano è però respinto al mittente dal Pd che, per bocca dell’ex segretario e ministro dei Rapporti col Parlamento Dario Franceschini dice: “Non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo. Mai” . I toni restano molto duri, ma pare una partita ancora aperta e non definitiva. Anche Berlusconi, in una intervista, ribadisce la sua innocenza e dice che “non possono togliermi il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato”, ribadendo la smentita che possa essere la figlia Marina, presidente di Mondadori, a dario franscescihirimpiazzarlo come leader del centrodestra. Il Pd ha detto finora che voterà a favore della decadenza del leader del centrodestra da parlamentare per effetto della sentenza di condanna per frode fiscale confermata all’inizio di agosto dalla Cassazione. Per il vicepremier la questione della decadenza da parlamentare di Berlusconi è complicata e anche il Pd dovrebbe studiarla con attenzione. Il Pdl ritiene che la legge Severino sulla incandidabilità non si applica al suo leader. La Giunta delle immunità del Senato affronterà la questione a partire dal 9 settembre e un suo parere è atteso verso la fine del mese. Il voto sulla decadenza spetterà poi all’aula.

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