Processo Mediaset, Csm apre la pratica sul giudice Esposito

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Il giudice Antonio Esposito ribadisce, dopo aver ascoltato la registrazione della sua intervista al Mattino, che il contenuto e’ stato “manipolato” con l’inserimento dell’articolo di una domanda sul processo Mediaset, ”mai invece rivoltagli dal giornalista”

(MeridianaNotizie) Roma, 8 agosto 2013 – La giunta  per le immunità del Senato tornerà a riunirsi il 9 settembre. In quella data verrà ascoltata la proposta del relatore Andrea Augello (Pdl). Si chiude così, come spiega il presidente Dario Stefano (Sel) la riunione della giunta per le immunità del Senato dedicata al caso Berlusconi. “Clima costruttivo. Non perso tempo”. Dopo la vicenda dell’intervista al Mattino il Csm apre la pratica sul giudice della Cassazione Antonio Esposito, presidente del collegio che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi per frode fiscale. Il fascicolo e’ stato assegnato alla Prima Commissione, competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità. A chiedere l’intervento di Palazzo dei marescialli erano stati ieri i consiglieri laici del Pdl Nicolo’ Zanon, Filiberto Palumbo e Bartolomeo Romano, ritenendo particolarmente grave la scelta di Esposito di rilasciare l’intervista al quotidiano napoletano, soprattutto per aver di fatto ”anticipato” le motivazioni della sentenza che devono essere ancora depositate. E’ stato il vice segretario generale del CSM, su disposizione del vice presidente Michele Vietti e sentito il comitato di presidenza, a disporre ”in via d’urgenza”- spiega una nota di Palazzo dei marescialli- la trasmissione della pratica alla Prima Commissione. csm-esposito2

Il giudice Antonio Esposito ribadisce, dopo aver ascoltato la registrazione della sua intervista al Mattino, che il contenuto e’ stato “manipolato”con l’inserimento dell’articolo di una domanda sul processo Mediaset, ”mai invece rivoltagli dal giornalista”, e che ne’ domanda ne’ risposta erano riportate nel testo da lui ricevuto via fax. Esposito, parlato solo di sentenze giudici merito –  Nel passaggio dell’intervista al Mattino relativo al “non poteva non sapere”, il giudice Antonio Esposito stava parlando “delle valutazioni degli accertamenti di fatto che compiono i giudici del merito e non certamente la Cassazione, che non è giudice del fatto”. E’ quanto fa sapere lo stesso Esposito, spiegando in sostanza che le sue affermazioni si riferivano, in modo “del tutto generico” alle sentenze di primo e secondo grado e non al lavoro svolto dalla Suprema Corte.

”Il testo dell’intervista da pubblicare, inviatomi dal giornalista del ‘Mattino ‘, dopo il colloquio telefonico, è stato manipolato”. Lo afferma il giudice Antonio Esposito, presidente del collegio della Cassazione che ha condannato Berlusconi.  “Il testo dell’intervista da pubblicare, inviatomi dal giornalista del Mattino, dopo il colloquio telefonico, via fax, alle ore 19.30 del 5 agosto 2013 – afferma Esposito in una nota – è stato manipolato con l’inserimento, da parte del giornalista, dapprima della seguente domanda (mai rivoltami): ‘Non è questo il motivo per cui si è giunti alla condanna? E quale è allora?’. E poi della seguente risposta (mai da me data): ‘Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza dei quel che succedeva. Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio e Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. E’ un po’ diverso dal ‘non poteva non sapere'”. “E’ sufficiente confrontare il testo dell’articolo pubblicato dal Mattino con il testo inviatomi alle ore 19,30 (data del fax), da pubblicare, – prosegue il giudice – per rendersi conto della gravissima manipolazione che ha consentito al giornalista di confezionare il titolo ‘Berlusconi condannato perché sapeva non perché ‘non poteva non sapere’ ‘, attribuendomi falsamente la paternità di tale titolo. Il testo dell’intervista inviatomi dal giornalista è stato da me consegnato al Primo Presidente, al quale ho consegnato altresì la smentita inviata al Mattino alle ore 9,16 e cioè dopo circa un quarto d’ora dalla lettura dell’articolo, a seguito della quale mi ero reso conto della manipolazione del testo dell’intervista”. “Nella registrazione dell’intervista – conclude Esposito – non vi è né vi può essere il sia pur minimo accenno a tali espressioni perché mai da me pronunciate. Esse appartengono esclusivamente al giornalista che, virgolettandole, me le ha falsamente attribuite. Preciso ancora che, come risulterà dalla registrazione, l’intervista era stata concessa esclusivamente per trattare di temi generali, del tutto estranei alla regiudicanda, quali il funzionamento della Sezione feriale, la composizione di essa, il numero dei processi trattati dalla feriale per impedire la prescrizione, la necessità di celebrare il processo in tempi brevi, data l’imminente prescrizione, e l’opportunità della pubblicità integrale dell’udienza relativa al processo in questione, con completa esclusione di ogni riferimento a questioni di merito inerenti alla sentenza, sulle quali la Corte si sarebbe pronunciata, occorrendo aspettare il deposito della motivazione”.

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