Diagnosticare l’Alzheimer, potrebbe bastare un esame della retina

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Il dottor Black: ”non si pensa mai che gli occhi sono una estensione del cervello, durante la fase embrionale, la retina in realtà si sviluppa dal cervello stesso.”

(MeridianaNotizie) Roma, 21 agosto 2013 – Dagli occhi una speranza per la lotta all’Alzheimer. Potrebbe, infatti, bastare un esame della retina per diagnosticare per tempo questo morbo e intervenire con cure efficaci. Rosa Rodrigo ha iniziato a mostrare i primi segni della malattia 12 anni fa: perdite di memoria improvvise che hanno fatto scattare il campanello d’allarme. “Vedo che mentre sta camminando per andare a fare qualcosa improvvisamente si ferma perchè non ricorda dove sta andando o cosa doveva fare”, racconta sua figlia.alzheimer-264x300

 Oltre a sottoporsi a una terapia per limitare gli effetti del morbo, Rosa partecipa a un esperimento clinico che potrebbe svelare molti misteri intorno all’invecchiamento cerebrale: ‘’Attualmente diagnostichiamo l’Alzheimer con un test della memoria – spiega il dottor Keith Black del dipartimento di neurochirurgia dell’Ucla – ma nel momento in cui lo fai, hai già perso metà delle cellule cerebrali: a quel punto ogni cura perde efficacia”. Diagnosticando però il morbo 10-20 anni prima le cure non sono vane.

Non si pensa mai che gli occhi sono una estensione del cervello, durante la fase embrionale, la retina in realtà si sviluppa dal cervello stesso. E’ costituita da tessuto cerebrale”. Uno dei segni dell’Alzheimer è un accumulo di placche amiloidi tra i neuroni del cervello già 10-20 anni prima che la malattia si manifesti. Queste placche si ritrovano anche nei tessuti oculari. “Il bello di questo sistema diagnostico è che non è invasivo, è ripetibile ed è ad alta risoluzione. In più ci consente di vedere molto presto come cambiano queste placche responsabili dell’Alzheimer”.

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