Turismo sanitario in Corea del Sud. Seul tassa la chirurgia estetica per risanare il welfare

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Imposto dal governo coreano una tassa del 10 per cento su tutti gli interventi chirurgici.

(MeridianaNotizie) Roma, 21 agosto 2013 – Vogliono aggiustare il naso, avere la forma del viso a V e farsi il lifting, è l’esercito dei forzati della chirurgia estetica che arriva da tutta l’Asia in Corea del Sud per rifarsi i connotati. Il Paese è la nuova frontiera del turismo sanitario con oltre un milione di pazienti in arrivo per curarsi, ma ben il 14% di questi chiede un intervento estetico.chirurgia_estetica_ritocchi

Una occasione che il governo di Seul ha colto al volo: per risanare il bilancio del welfare ha infatti imposto una tassa del 10 per cento su tutti gli interventi di chirurgia estetica. Grazie al nuovo balzello nelle casse coreane dovrebbero entrare 1,7 miliardi di euro. Se solo si pensa che nel Paese ci sono quasi duemila ospedali specializzati in questo tipo di interventi i conti sono presto fatti.

L’industria del bisturi registra a Seul un autentico boom anche grazie alla nuova mania di assomigliare agli idoli della musica pop coreani. “Più della metà dei miei pazienti viene in studio con le foto di cantanti o attori come modello. In tanti pensano di essere più interessanti se assomigliano a una celebrità” spiega il dottor Joo Kwow. Una boccata d’aria per le casse dello Stato. “Facendo pagare la mania della bellezza – ha spiegato il ministro delle finanze – potremo garantire più stato sociale per le persone che ne hanno bisogno”.

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