La giunta revoca la delibera sulla edificazione massiccia nell’Agro Romano, Marino: valorizzare l’esistente

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Di queste 167 proposte che veniva approvate, infatti, 118 avrebbero cancellato Agro romano per un equivalente di 1.700 ettari.

(MeridianaNotizie) Roma, 2 agosto 2013 – La giunta capitolina ha revocato la delibera approvata nell’ottobre del 2008 sugli “ambiti di riserva” con la quale si accettavano come rispondenti ai requisiti del bando, 167 proposte di edificazione da parte di  privati che avrebbero interessato un’area di 2.380 ettari e cioè 7.162.000 metri quadri edificabili di Agro Romano. Nel marzo del 2009, vennero presentate dai privati 334 proposte che sono state esaminate tra il 2009 e il 2012 e di queste ne sono state selezionate 167. “Non ho intenzione di fare nessuna polemica ma i requisiti del bando erano molto ampi – ha spiegato il sindaco Ignazio Marino – la partecipazione di un privato era facilitata dal fatto che l’area poteva essere nell’Agro Romano e avere una fermata o di Ferrovie dello Stato o di un autobus o della metro a 2,5km di distanza”. “E’ chiaro che, con un parametro così ampio il limite nella scelta delle aree era molto basso. Di queste 167 proposte che veniva approvate, infatti, 118 avrebbero cancellato Agro romano per un equivalente di 1.700 ettari. giunta-marino1

Noi oggi abbiamo voluto tenere fede a quella promessa che avevamo fatto a chi ci ha votato e cioè di non porre altro cemento nell’Agro romano ma di procedere ad una visione completamente diversa e cioè valorizzare il già edificato che esiste all’interno del Gra: più di cento siti che possono essere sottoposti a rigenerazione e riqualificazione urbana e che riteniamo possano rispondere, sia per nuove edificazioni sia per housing sociale sia per altri scopi molto più appropriatamente alle esigenze dei romani e delle romane”. “E’ evidente – ha aggiunto ancora il sindaco – che se rigeneriamo, facendo un esempio un tessuto urbano come depositi Atac che venissero nei prossimi mesi alienati e usati a scopo di rigenerazione e riqualificazione urbana, avremmo delle aree dove esistono scuole e servizi. Dunque l’opposto di occupare nuovo agro romano e non avere le infrastrutture che rendono buona la vita delle persone. Con la delibera di oggi abbiamo ritenuto revocare quel provvedimento. Questo, però, non e’ contro una politica di sviluppo edilizio nella nostra città ma va nella direzione di tanti, cento, mille cantieri dentro il Gra e di incentivare chi fa impresa edile in questa città”.

servizo di Alexander Sciarra

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