Chiusura tribunali, Cancellieri: “si va avanti”. A Gaeta avvocati si incatenano ai palazzi di giustizia

1

GUARDA IL VIDEO

Il guardasigilli Anna Maria Cancellieri non arretra e ribadisce che al momento è impossibile fermare la chiusura dei tribunali. “Avverto il dovere istituzionale di rappresentarvi l’oggettiva impossibilità di fermare, oggi, la riforma” spiega il ministro della giustizia intervenuto nell’aula del Senato parlando della riforma della geografia giudiziaria.

(MeridianaNotizie) Roma, 12 settembre 2013 – Incatenati davanti all’ingresso del tribunale di Gaeta. Sono gli avvocati del territorio del sud pontino che si oppongono alla chiusura del palazzo di giustizia e il trasferimento delle competenze al tribunale di Cassino. “Da ieri abbiamo dato vita all’occupazione permanente di questo tribunale per mantenere viva la battaglia civile per la difesa di un diritto costituzionale come quello della giustizia sul territorio”, dice Pasqualino Magliuzzi presidente dell’associazione avvocati sud pontino che coordina la protesta per evitare che i fascicoli giudiziari escano dal palazzo. Settemila dei fascicoli pendenti, saranno trasferiti al tribunale di Terracina, quelli nuovi si apriranno gia a Cassino a partire da domani.
“Siamo stati ingannati dal Ministro e dal Governo che era stato impegnato dal Parlamento con due ordini del giorno relativamente alla revisione del decreto legge 155 dedicando una maggiore attenzione a situazioni particolari come quella di Latina e di Gaeta – aggiunge Magliuzzi – Il territorio della provincia di Latina é stato frammentato e nove comuni del mandamento di Gaeta saranno da domani annessi al tribunale di Cassino. Questo per il territorio é una gravissima offesa perché rimane sguarnito di servizio essenziale prossimo ai cittadini e mina la sicurezza degli stessi per le conclamate interferenze della criminalità organizzata. Abbiamo in corso iniziativa davanti la corte costituzionale e un ricorso al TAR che presenteremo questa mattina”. tribunali-chiusura
Il guardasigilli Anna Maria Cancellieri non arretra e ribadisce che al momento è impossibile fermare la chiusura dei tribunali. “Avverto il dovere istituzionale di rappresentarvi l’oggettiva impossibilità di fermare, oggi, la riforma” spiega il ministro della giustizia intervenuto nell’aula del Senato parlando della riforma della geografia giudiziaria.”La macchina amministrativa è ormai da tempo avviata – ha detto il guardasigilli – la quasi totalità dei traslochi è già stata eseguita; si sono adeguati i sistemi informatici, trasferiti buona parte dei lavoratori interessati, affrontando le spese necessarie. Sono state varate le nuove piante organiche ed il Consiglio Superiore non ha più coperto i vuoti di organico presso gli uffici soppressi”.”E’ doveroso che si sappia – ha sottolineato il ministro Cancellieri parlando degli uffici da sopprimere – che tali uffici sono ormai privi di molti magistrati trasferiti ad altra sede, che le nuove udienze sono già pronte per la trattazione nelle sedi accorpanti e che un rinvio, anche di breve durata, produrrebbe con assoluta certezza il caos. Tutto questo, a danno dei cittadini, nell’interesse dei quali la riforma è stata varata”. Il guardasigilli ha aggiunto che nel prossimo futuro verranno valutati “eventuali interventi correttivi entro i termini previsti dalla delega”. “Per questo – ha concluso il ministro Cancellieri – abbiamo già predisposto, nelle sue linee essenziali, un primo intervento correttivo, con alcune norme organizzative e processuali che renderanno ancor piu’ fluida la fase di avvio della riforma, mentre adotteremo subito dopo anche un secondo decreto correttivo, per apportare alcune modifiche dell’assetto territoriale dei nuovi tribunali, cosi’ recependo alcune delle segnalazioni provenienti sia da quest’aula che dai territori”.

Quasi 700 giudici in meno
: è la situazione in cui potrebbe trovarsi la macchina della giustizia a partire da dopodomani, quando diventerà pienamente operativa la riforma della geografia giudiziaria con i suoi tagli e gli accorpamenti di tribunali, procure e uffici del giudice di pace. Il pericolo riguarda i giudici onorari, che oggi molto spesso svolgono contemporaneamente la professione di avvocato e quello di magistrato onorario a pochi chilometri di distanza, ma che da venerdì, per effetto degli accorpamenti, non potranno farlo più negli uffici giudiziari compresi nel nuovo circondario del tribunale presso il quale sono chiamati a svolgere le funzioni onorarie. “Il rischio concreto è quello di una ‘perdita secca’, a decorrere deal 13 settembre, di tanti magistrati onorari non intenzionati ad abbandonare la professione forense, con le evidenti gravi ricadute sul buon andamento e l’efficienza dell’amministrazione della giustizia, che non può prescindere dal fondamentale apporto della magistratura onoraria” ha scritto il presidente dell’Ottava Commissione del Csm, Paolo Auriemma, al ministro della Giustizia, chiedendole di intervenire per far fronte al problema.Ed è lo stesso consigliere ad aver fatto i calcoli sulle possibili dimensioni del fenomeno. Le toghe onorarie interessate dagli accorpamenti sono 730 sui circa 3700 in servizio: di questi 364 sono giudici di tribunale e 366 vice procuratori . Lo stesso problema riguarda anche i giudici di pace, visto che anche per loro da venerdì scatterà l’incompatibilità tra le funzioni giudiziarie e quelle forensi nel nuovo circondario dell’ufficio a cui sono addetti.
Altre videonews di Cronaca
Print Friendly, PDF & Email
Share.