Chiusura Tribunali, sindacati sul piede di guerra: da domani il caos

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I sindacati scendono sul piede di guerra e chiedono “la riorganizzazione complessiva del sistema giudiziario a partire da digitalizzazione, riordino delle funzioni e degli uffici, programmi per il controllo di gestione, centralità del servizio, organici e valorizzazione delle professionalità interne”.

(MeridianaNotizie) Roma, 13 settembre 2013 –  “Nonostante avessimo evidenziato per tempo le criticità del riordino degli uffici giudiziari, il precedente e l’attuale Governo si sono mostrati sordi al più comune buonsenso. Da domani si rischia il caos negli uffici giudiziari, un caos annunciato ed evitabile”. Questo il contenuto di una nota congiunta di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Pa in merito al riordino della geografia giudiziaria. I sindacati scendono sul piede di guerra e chiedono “la riorganizzazione complessiva del sistema giudiziario a partire da digitalizzazione, riordino delle funzioni e degli uffici, programmi per il controllo di gestione, centralità del servizio, organici e valorizzazione delle professionalità interne”.“È evidente che non potremo arrenderci all’arretramento dello Stato e del sistema giustizia dal territorio e che la nostra mobilitazione sarà sempre più forte – prosegue la nota unitaria dei tre sindacati – incrociandola con le tante mobilitazioni in atto in queste ore nate sul territorio a difesa dei presidi di legalità”. chiusura-tribunali2

“Dall’incertezza sulle sorti del personale, passando per il mancato rispetto delle norme e per il caos logistico e organizzativo venutosi a creare, è oggi evidente che il nostro non era un allarme immotivato e dovuto a logiche corporative. I responsabili e le responsabilità di questo sicuro fallimento sono noti: l’incapacità dei vertici amministrativi nell’attuare la riforma, la sordità della ex-Ministra Severino e dell’attuale responsabile della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, l’indifferenza e l’incapacità di ascolto – prosegue la nota – sono la causa principale di un grave colpo allo stato di diritto”. “Per questo se davvero il Ministro, come ha annunciato, vuole monitorare disagi e disservizi, ci convochi subito. E metta mano a una riforma che così com’è non farà che provocare danni non solo ai lavoratori, ma soprattutto a cittadini e imprese”.

Momenti di tensione, questa mattina davanti al tribunale di Gaeta all’interno del quale, da due giorni, sono asserragliati gli avvocati del circondario che occupando lo stabile, tentano di impedire l’accorpamento del palazzo di giustizia al tribunale di Cassino. Materialmente si oppongono a che i fascicoli, circa 7mila, vengano portati negli uffici di nuova competenza. Questa mattina la forza pubblica si é presentata davanti all’ingresso del palazzo all’interno del quale c’erano anche i sindaci di Formia e Gaeta. Dopo una mediazione i dipendenti sono entrati con la garanzia di non far uscire i fascicoli di indagine.Ma la tensione resta alta.

“Oltre ai problemi per il territorio resta un problema di garanzia della giustiziare i procedimenti ancora in corso – ha dichiarato il presidente dell’ordine degli avvocati di Latina – Con questo trasferimento senza un progetto Andranno persi decine e decine di notifiche. A Terracina non esiste ancora un luogo per mantenerli. Non vogliamo che siano spostati i fascicoli perché non é garantito il diritti acquisiti nei vari procedimenti per i cittadini che difendiamo. Chiediamo che ci siano garanzia su come verranno gestiti questi fascicoli. Questa mattina, inoltre, é accaduto anche un fatto gravissimo. Il dirigente del tribunale chiede l’ausilio della forza pubblica senza informare il presidente”.

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