Discarica Falcognana, Ministro Orlando sotto schiaffo di Sottile

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Secondo il presidio è sconcertante leggere che il commissario detti al ministro  il testo ampliativo dei poteri per l’ulteriore svolgimento discaricadell’incarico, a seguito dell’eventuale avvio della discarica di Falcognana

(MeridianaNotizie) Roma 20 settembre 2013 – Il presidio no discarica Divina Amore boccia solennemente l’operato del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando in merito alla gestione istituzionale della questione discarica Divino Amore. “Quando Orlando licenzierà Sottile?”. E’ quanto si domandano gli abitanti del sito dopo la lettura della nuova relazione del commissario straordinario ai rifiuti. Secondo il presidio è “sconcertante leggere che in una relazione tecnica il commissario detti al ministro che l’ha incaricato il testo attributivo e ampliativo dei poteri per l’ulteriore svolgimento dell’incarico, a seguito dell’eventuale avvio della discarica di Falcognana“. “Ciò determina il completo ribaltamento delle posizioni istituzionali con il complessivo stravolgimento dell’assetto dei poteri previsti dall’ordinamento giuridico italiano. Questo rappresenta una lezione insopportabile degli equilibri democratici, peraltro, con la conseguenza di causare danni irreparabili e irreversibili all’ambiente e alla salute dei cittadini. Quanto altro tempo dobbiamo ancora pazientare prima che il ministro licenzi Sottile?”.

“Alla solita sequela di superficialità e inadeguatezza, nell’audizione del commissario in commissione ambiente alla Regione Lazio, abbiamo avuto l’autocertificazione della sua manifesta e gravissima incompetenza. In quella sede, infatti, Sottile ha candidamente dichiarato che era possibile conferire nella stessa discarica “fluff” e rifiuto urbano trattato. Invitiamo il ministro – precisa il Presidio – a verificare le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 36/2003, il cui articolo 6 da questo punto di vista non lascia adito a dubbi”. Per queste ragioni il Presidio ritiene che il mandato a Sottile debba essere immediatamente revocato e qualora ciò non dovesse avvenire, domani nel corso dell’assemblea popolare costituente per l’ambiente verrà posta ai voti la responsabilità politica del ministro Orlando.

Il servizio di Luisa Deiola

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