Falcognana, Bray: vincoli da valutare. Presidio: scappano tutti

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(MeridianaNotizie) Roma, 17 settembre 2013 – Continuano le polemiche sulla discarica di Falcognana; le perplessità provengono sia dalle istituzioni che dagli  massimo braystessi cittadini che oggi hanno indetto una manifestazione per le 17.30.  Migliaia di persone percorreranno il tratto dal presidio presso la discarica Ecofer al Santuario del Divino Amore per protestare contro una discarica che temono si trasformi nella nuova Malagrotta. Dagli scranni del potere arrivano invece dichiarazioni confuse in merito al sito dove intanto si è iniziato a scavare. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il ministro di Beni e delle Attività culturali Massimo Bray hanno risposto a quattro delle 12 interrogazioni e interpellanze che ha presentato Renato Brunetta alla Camera dei deputati. “L’area individuata per ospitare la nuova discarica di Roma che rientra in un più vasto perimetro tra Laurentina e Ardeatina è dichiarata di notevole interesse pubblico”- ha commentano Bray. –“Nello specifico, la zona di Falcognana è definita paesaggio agrario di rilevante valore, dal Direttore regionale nel gennaio del 2010. Questo prevede il rispetto di una serie di vincoli con riferimento al recupero e ampliamento di discariche già esistenti. In particolare si consente, relativamente alle discariche collocate in tale perimetro, la possibilità di procedere ad interventi modificativi di recupero delle stesse, solo previa valutazione di compatibilità con i valori riconosciuti del paesaggio agrario e subordinamente alla realizzazione di misure e opere di miglioramento della qualità paesaggistica del contesto. Viceversa la realizzazione di nuove discariche non è consentita”.  “Conseguentemente – ha spiegato Bray – deve evidenziarsi in primo luogo come la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area esclude qualsiasi intervento modificativo in relazione alla discarica in essere purché però risulti legittimamente autorizzata precedentemente al 25 gennaio 2010. In secondo luogo, al fine di assicurare il rispetto del paesaggio agrario ogni opera modificativa deve essere sottoposta alla preventiva prova di compatibilità paesaggistica, alla stregua di tutti i criteri definiti nel vincolo 2010″.

Affermazioni che spiega e interpreta Marco Miccoli del Pd in contrasto con Brunetta: -“Il ministro Bray è stato chiarissimo: il sito di Falcognana, essendo operativo già dal 2010, può legittimamente continuare a funzionare soprattutto se otterrà non più rifiuti pericolosi bensì scarti di lavorazione inerti dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di un altro smacco per Brunetta e per le sue crociate a difesa del villone con piscina sull’Ardeatina, e allo stesso tempo l’ennesima certificazione del buon lavoro svolto dal prefetto Sottile, dal ministro Orlando, dal presidente Zingaretti e dal sindaco Marino. Brunetta si rassegni e metta le sue energie, l’ufficio legislativo del Pdl e della Camera al servizio dei problemi del Paese e non della sua magione posta ad un chilometro da Falcognana”-.

Parole più dure invece da parte del ministro della Salute Lorenzin: “Né il ministero della Salute, né l’istituto superiore di Sanità sono stati ad oggi formalmente interessati dalla Regione Lazio, dal Comune di Roma Capitale, dalle altre istituzioni competenti, in merito alla individuazione in località Falcognana del possibile sito in cui realizzare la nuova discarica per lo stoccaggio dei rifiuti urbani di Roma Capitale. Non sono peraltro ad oggi pervenute al ministero della Salute specifiche richieste di valutazioni tecnico scientifiche in ordine a profili di interesse igienico sanitari alla predetta iniziativa”. Considerando “la rilevanza in termini di tutela della salute pubblica che l’iniziativa in esame può comportare e condividendo le preoccupazione espresse, è mia ferma intenzione porre in essere ogni iniziativa che si renderà necessaria a tutela della salute pubblica e in particolare dei cittadini residenti nell’area interessata dalla discarica”.

A dare risposte più chiare ci pensa chi si trova forzatamente tra le mani la patata bollente dei rifiuti capitolini. Il sindaco Ignazio Marino intervenendo ieri alla festa dei Giovani Democratici ha garantito che Falcognana dovrà accogliere i rifiuti trattati di Roma, ma lo farà soltanto per due anni. «Lì una discarica già c’è, raccoglie materiali tossici. Se continua a raccogliere materiale tossico a volume molto basso rimarrà lì per moltissimi anni, se invece noi conferiremo in quella discarica rifiuti trattati è già un passo avanti per il materiale conferito. In più, nella nostra città, dove la differenziata è ancora sotto al 25%, produciamo un volume talmente alto che la discarica di Falcognana si riempirà nel giro di due anni. Poi verrà ricoperta di terra e definitivamente chiusa». Ma i cittadini non credono alle parole del primo cittadino e temono per il futuro di un territorio che vorrebbero tutelare dalla rovina ecologica e paesaggistica: “Falcognana è la nuova Malagrotta e siamo ormai a lavori abbondantemente avviati spiegano i manifestanti sull’Ardeatina che contestano sindaco, governatore della Regione e ministero dell’Ambiente: «E’ inaccettabile che le istituzioni territoriali giungano a una prova di forza muscolare con i comitati anti-discarica e la cittadinanza». Due anni o nuova Malagrotta per la discarica di Falcognana? Lo decideranno le istituzioni.. o forse come sempre accade in Italia, il tempo, e l’abitudine.

Il servizio di Luisa Deiola

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