Francesca Pascale all’attacco: “Berlusconi deve dirmi di si”. E il Cavaliere: “Lei è spietata ma la amo”

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Lo stesso Berlusconi ha voluto spiegare a Vanity Fair la natura del loro rapporto: ”In tutte le situazioni più dolorose degli ultimi anni, Francesca ha saputo starmi vicino. Mi ha regalato gioia, senza chiedere nulla in cambio” Italy's former prime minister Silvio Berlusconi attends a session at the Senate in Rome

(MeridianaNotizie) Roma, 25 settembre 2013 – Quando nella vita si ha un sogno bisogna perseguirlo con tutte le forze, costi quel che costi. E’ questo quello che emerge dalla storia di Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi. Una vita quella della 28enne campana contrassegnata dal mito del Cavaliere, che alla fine è riuscita a conoscere e amare. ”Ero minorenne quando mi sono messa in testa di arrivare a lui’. Inizia così la prima vera intervista alla 28enne Francesca Pascale, che a Vanity Fair racconta la storia inedita del fidanzamento con il leader del centrodestra,77 anni il 29 settembre. L’intervista, che il settimanale pubblica come storia di copertina del nuovo numero, è accompagnata dalle sue prime immagini posate con Berlusconi, una delle rarissime occasioni in cui l’ex premier si è prestato ad un servizio fotografico, per di più nell’ormai inviolabile fortino di Arcore dove il Cavaliere attende il voto sulla decadenza da senatore dopo la condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale nel processo Mediaset.

Lo stesso Berlusconi ha voluto spiegare a Vanity Fair la natura del loro rapporto: ”In tutte le situazioni più dolorose degli ultimi anni, Francesca ha saputo starmi vicino. Mi ha regalato gioia, senza chiedere nulla in cambio. Mi ha ridato la voglia di credere nell’amore sincero di una donna”. Il racconto della Pascale parte da quando lei iniziò a militare in Forza Italia e riuscì a incontrare per la prima volta Berlusconi. ”Gli ho subito domandato se potevo lasciargli il numero di telefono. Gli ho anche chiesto il suo. Lui mi ha detto: ‘Ma sei spietata’. Era il 5 ottobre 2006”.

La storia prosegue con l’innamoramento, la scelta di non dichiararsi ”perché lui era un uomo sposato”, la reazione dei genitori (”Mia madre mi fa: ‘Lo ammiriamo anche noi, ma potrebbe essere tuo padre”); la decisione di farsi avanti, dopo la separazione da Veronica Lario e all’indomani dell’aggressione in Piazza Duomo (”Lui mi dice: non se ne parla neppure, sei troppo giovane, non posso darti il futuro che meriti”); la scelta di stargli comunque accanto, negli anni delle discusse frequentazioni femminili (”Le donne gli si gettavano addosso. È il periodo della disillusione, dell’incapacità di provare amore vero per una donna. Ai suoi occhi ero un’illusa, una sognatrice. Non è stato facile per me. E a quelle cene non ci andavo, perché non mi sarei tenuta”); il fidanzamento, nel Natale 2011 (”Prima mi limitavo a stargli vicino, a condividerlo, a mandare giù rospi, ma il mio amore mi ha portato all’esclusività e alla felicità di oggi”); la possibilità di diventare sua moglie, quando sarà definitivo il divorzio da Veronica Lario (”L’ho cercato, l’ho corteggiato, l’ho fatto innamorare e l’ho fatto fidanzare. Praticamente ho fatto e faccio tutto io: lui deve solo dire di sì”).

E poi ancora, nell’intervista: i suoi pensieri sulla moglie e i figli di Berlusconi, sulla sentenza Mediaset, sui pagamenti alle Olgettine, sul Rubygate. Di Berlusconi non si smette mai di parlare, sia a causa delle sue pendenze con la giustizia che per le sue pendenze “familiari”. Chissà che la Pascale, nell’eventuale contratto pre-matrimoniale, facciano comparire la clausola “amore mio, non fare i bunga-bunga”.

Di Luisa Deiola

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